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LA DONNA NELLA STORIA / Canino

La donna etrusca un esempio di emancipazione: i reperti del mondo femminile in mostra | FOTO

Un'esposizione di reperti archeologici appartenenti alla quotidianità delle donne per la giornata dei diritti della donna

La donna nel mondo etrusco, è il tema della mostra organizzata nel Museo archeologico di Vulci oggi, venerdì 8 marzo, in occasione della giornata internazionale per i diritti della donna. Il museo diretto da Sara De Angelis e coordinato da Rosanna Rancini, sistemato all'interno delle sale del castello vulcente, è un esempio virtuoso di gestione tutta al femminile.

Lo staff del Museo archeologico di Vulci

La visita alla mostra è invece un viaggio nella storia alla scoperta di un mondo, ormai sommerso da migliaia di anni, antico con una visione della donna più che moderna. Un paradosso difficile da comprendere, ma quanto più si va indietro nella storia tanto più la figura della donna sottomessa e la "rivalità di genere" sembrano lontani. In esposizione nella sale del Museo la mostra dal titolo "La donna etrusca esempio di emancipazione femminile già 2700 anni fa", visitata durante la mattinata dai ragazzi delle scuole.

La donna nel mondo etrusco

L'allestimento

All'interno delle teche che custodiscono un patrimonio storico e archeologico di inestimabile valore, sono comparsi oggetti di uso quotidiano e non, appartenenti al mondo femminile. Sandali di grande pregio, pettini, imbalsamatori, gioielli che hanno rivelato l'attenzione risalente già all'epoca etrusca che la donna aveva per il suo corpo e la sua bellezza. "La donna etrusca era una donna molto libera ed emancipata - ha raccontato la guida Orietta Ciavattini a ViterboToday durante la visita della mostra - Abbiamo messo in esposizione nella giornata di oggi 8 marzo oggetti appartenenti alle donne, la maggior parte appartenenti al ceto sociale dell'aristocrazia, e trovati nei monumenti funebri acconto alle sepolture". La mostra racconta un mondo femminile fatto di libertà, professionalità e di passione per la cura del tempio umano, cioè del corpo.

Gioielli in oro etruschi

 "Le donne estrusche lavoravano, si approcciavano all'arte della musica e della danza, avevano costumi sessuali liberi, erano guerriere, filatrici e curavano molto il loro corpo - ha poi spiegato la guida - Bagni profumati con olio arricchiti da spezie, tintura dei capelli con prodotti naturali, depilazione con la pece e trucco con pigmenti ricavati da elementi della natura erano alla base della cura del corpo. Uomini e donne avevano lo stesso abbigliamento, tunica e mantello, le donne impreziosivano la loro figura indossando spille, gioielli in bronzo, rame o addirittura oro".

Urna cineraria femminile con corredo in bronzo

Il museo

Il museo, piccolo ma molto bello, è inserito in uno dei monumenti storici diventati il simbolo di Canino: il castello dell'Abbadia di Vulci. La mostra permanente, aperta dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00, racconta la storia di una civiltà attraverso i reperti storici inseriti nelle teche in cui è stato ricreato in alcuni casi il momumento funebre, o simile, in cui gli oggetti sono stati rinvenuti. L'ingresso tra le mura del castello, vasellame, abiti, monili, oggetti votivi, fibule e gioielli, oltre ad oggetti di uso comune, conducono il visitatore in una dimensione quasi surreale quasi paradossale in cui nonostante si faccia un balzo indietro di 3 mila anni le usanze, i bisogni e le abitudini non sono poi così lontani da quelli della civiltà moderna.

Una sala del Museo archeologico di Vulci

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