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Domenica, 26 Maggio 2024
LA CITTÀ CHE MUORE / Centro Storico

Il lavatoio di San Faustino e l'ex chiesa delle Fortezze rifugi per senzatetto | FOTO

Il fabbricato di via Signorelli nuovamente nel degrado in meno di un anno dalla riqualificazione: dal Comune nulla è stato fatto di quanto promesso. Irene Temperini della Proloco di Viterbo: "Situazioni intollerabili per ragioni umane prima che estetiche, non si può far finta di niente"

Sarebbero dovuti diventare spazi di cultura, ma hanno finito per essere rifugio per chi vive in strada: il lavatoio di via Signorelli, recentemente riqualificato, e l'ex chiesa delle Fortezze, nel degrado da anni.

Il "nuovo" lavatoio di San Faustino è stato inaugurato meno di un anno fa, a giugno, dopo quattro mesi di lavori costati circa 47mila euro. La sindaca Chiara Frontini e l'assessore Stefano Floris, nel tagliare il nastro, avevano promesso: "Attivazione dell'impianto di illuminazione, la chiusura con delle grate e un cancello, l'utilizzo di dissuasori per i piccioni e il ritorno dell'acqua nella vasca".

In questi mesi nulla di tutto questo è stato fatto, se non l'installazione di faretti (non funzionanti) nella parte posteriore del lavatoio. Quella che dalla strada non si vede e proprio quella che è diventata, o meglio è tornata a essere, un dormitorio e ricettacolo di coperte, vestiti e scarpe, buste, bottiglie di birra e rifiuti. La vasca stessa risulta danneggiata, macchiata dal fuoco che i senza tetto usano per riscaldarsi. Su un muretto, invece, cumuli di guano di piccione. Il tutto all'interno del centro storico, praticamente.

FOTOCRONACA | Il lavatoio di San Faustino e l'ex chiesa delle Fortezze rifugi per senzatetto

Una situazione che, purtroppo, non è recente ma che risale almeno a dicembre, come documentato con delle foto da ViterboToday. In appena sei mesi dalla riqualificazione, insomma, il lavatoio di via Signorelli è precipitato nuovamente nel degrado. Già prima della riqualificazione era una vera e propria discarica con accumulo di rifiuti, non solo spazzatura ma anche ingombranti, veniva usato come rifugio dai senzatetto e come nascondiglio per il consumo della droga. Con tanto di "tavola apparecchiata" con cucchiaio e accendini, tipici strumenti per la "preparazione" dell'eroina, e confezioni di siringhe vuote.

In occasione del taglio del nastro, la sindaca Frontini aveva anticipato "l'idea di affidare e dare in gestione questo luogo a dei giovani artisti che possano farlo vivere". Un luogo di cultura insomma, come sarebbe dovuta diventare pure l'ex chiesa di Santa Maria delle Fortezze: un teatro all'aperto. Invece anche qui, a due passi dalla stazione e da porta Romana e a ridosso delle mura, si vedono materassi, coperte, vestiti, scatoloni e rifiuti. Il tutto "incorniciato" da erba alta e cespugli che si stanno mangiando ciò che resta dell'edificio sacro. "Un luogo - spiega Irene Temperini della Proloco di Viterbo - che i Farnese avevano deputato a essere importantissimo, tanto da porlo esattamente sull'asse farnesiano in direzione di Roma. Ne crollarono i 2/3 della superficie sotto i bombardamenti del '44. Splendidi affreschi oggi fanno da cielo a incuria e disagio".

Nei giorni scorsi è stata proprio Temperini ad accendere i riflettori su questa situazione. "Non è una critica - afferma - ma una presa di coscienza collettiva. Perché situazioni così non si possono vedere né tollerare, innanzitutto per ragioni umane prima che estetiche. E non si può far finta di niente. Siamo lungo le mura del nostro meraviglioso centro storico".

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