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Martedì, 23 Aprile 2024
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I piccoli viterbesi scrivono a Babbo Natale: "Porta pace e serenità ai bimbi che vivono in guerra e cibo a chi non ne ha"

Le letterine spedite tramite Poste italiane: la guerra è il tema più ricorrente, ma non mancano richieste originali

Anche quest’anno tanti bambini viterbesi si sono rivolti agli sportelli degli 84 uffici postali provincilai, ai portalettere oppure hanno utilizzato le cassette di impostazione per spedire le loro letterine indirizzate a Babbo Natale.

È la guerra il tema più ricorrente nelle missive, che oltre alle classiche liste dei regali contengono anche richieste rivolte ai bimbi meno fortunati. “Per questo Natale vorrei che portassi pace e serenità a tutti i bimbi che vivono in zone di guerra”, scrive Emma da Canino, che per lei vorrebbe “Barbie ricci perfetti”.

Anche Nicole di Ronciglione ha un pensiero per suoi coetanei e chiede “cibo e vestiti per i bambini che non ne hanno” e per lei chiede “una casa di pan di zenzero”. “So che accontenti tutti i bambini buoni”, scrive Emilie di Viterbo. E poi assicura: “Ti farò trovare una tazza con il latte caldo e tanti biscotti”.

Jacopo da Farnese scrive: “Caro Babbo Natale, come si sta al Polo nord? Tu sei mai stato bambino? E come sei diventato Babbo Natale? Quest’anno vorrei che mia nonna venisse a festeggiare il Natale a casa mia, vorrei anche che nevicasse il giorno di Natale perché mi piace giocare a palle di neve con le mie sorelle e fare i pupazzi di neve. Desidero anche che tu donassi cose da mangiare ai poveri”.

“Ho un desiderio grande - scrive Francesco da Monterosi -. Vorrei fare il boscaiolo per regalare un po’ di legna a chi ha freddo. Mi piace tosare le pecore e mungerle in primavera. Così potrò regalare la lana e il latte a chi ne ha bisogno. Queste cose le farò con amore. Ti voglio bene.”

Davide, da Civita Castellana, scrive: “Per questo Natale di volevo chiedere una cosa che non ti ho mai chiesto, cioè una macchina telecomandata. Poi qualsiasi cosa va bene. Porta tanta serenità e pace nel mondo. Dona salute ai miei cari”. Da Montefiascone arriva anche la lettera di Giorgia: “Caro Babbo Natale, sono una bambina un po’ birichina ma ti prometto che mi impegnerò a fare di più la brava. Con questa promessa ti chiedo, se puoi, di portarmi la scuola di teatro della Lego”.

Moltissime, anche quest’anno, pure le missive rinvenute nelle cassette di impostazione oppure quelle consegnate direttamente nelle mani dei portalettere. E in altri casi, come nell’ufficio postale di via Ascenzi a Viterbo, sono state allestite delle cassette postali “a tema”.

Una tradizione, quella delle letterine a Babbo Natale, che si rinnova ogni anno in tutta la provincia, con i piccoli che affidano a Poste italiane desideri e speranze da recapitare al loro personaggio immaginario.

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