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NIENTE MERCATINO

Mercatino di Natale, gli ambulanti gettano la spugna: "Dopo 40 anni meglio metterci una croce sopra, stiamo cercando altre città"

Parla il presidente del consorzio Marco Muzzi, che non risparmia critiche all'attuale e precedente amministrazione comunale

Mancano poco più di due mesi a Natale, che quest’anno sarà per i viterbesi di nuovo senza mercatino. Malgrado i buoni propositi dell’amministrazione, per la seconda volta di fila le tradizionali bancarelle non troveranno posto nè al Sacrario, destinazione prediletta dagli ambulanti, nè a via Marconi, area scelta dal Comune. Questo nonostante sia in corso la seconda manifestazione d’interesse per affittare le famigerate 30 casette in legno, che potrebbero non servire a nulla. 

Il problema del mercatino di Natale viterbese, al secondo anno d’inesistenza, viene da molto lontano, come spiega Marco Muzzi, del consorzio di standisti che da anni se ne occupa. “Purtroppo in Comune sono stati nominati degli assessori che non sanno niente di questo lavoro. Non è facile trovare un ambulante che si sacrifichi, che lavori 40 giorni fissi ogni sera. E diventa ancor più difficile quando non ci sono le condizioni per poterli far lavorare. Mi spiace, ma sul mercatino a Viterbo bisogna metterci una croce temo per sempre”. Parole che non lasciano spazio all’interpretazione: “Siamo già quasi tutti organizzati e stiamo cercando altre città dove andare per questo Natale”. 

Ma cosa ha spinto i circa 20 standisti a fuggire da Viterbo nonostante palazzo dei Priori si sia prodigato per l’acquisto delle casette? Uno dei motivi è la location scelta. “Hanno provato a fare di testa loro un mercatino, non venendo incontro alle nostre esigenze. Solo di vigilanza e sicurezza a via Marconi dovremmo spendere 4, 5mila euro a stand. Una cosa fuori dal comune. Fanno questi programmi senza conoscere i lavoratori né come lavorano”. Ci sono pure problemi relativi al degrado urbano. “Via Marconi ormai è diventata un macello. C’è il rischio che la sera, quando smonti, ti trovi qualcuno dietro col coltello che ti leva l’incasso. Non ci pensiamo nemmeno...”. E le casette? “Non le abbiamo manco viste. Quelle del consorzio sono 13, ma di queste 30 non sappiamo assolutamente nulla. Mai visto niente e mai parlato con nessuno. Mai visto tantomeno un progetto”. Una situazione surreale. 

“La piazza di Viterbo - prosegue Muzzi - è pessima. Dove andiamo noi, che siamo operativi da 40 anni, le autorizzazioni sono tutte rinnovate fino al 2032”. Poi si scaglia contro i dirigenti comunali. “Di questo passo quelli dello Sviluppo economico, che non hanno voglia di fare niente, faranno morire pure le fiere. Sono già mezze vuote ma tra poco scompariranno. Gli operatori ci sono ma l’amministrazione Arena, 4 anni fa, non ha sistemato la questione e, nel frattempo, c’è chi è passato a miglior vita, chi è fallito, chi è abusivo e la fiera è rimasta vuota”. Il colpevole, per il consorzio, è uno. “L’amministrazione precedente, quella di Arena, ha buttato via il mercato del sabato e quello di  Natale. Dovevano rinnovare automaticamente le autorizzazioni, come da legge, ma invece hanno fatto una delibera esecutiva e Frontini adesso ha trovato tutto finito, non è stato rinnovato nulla e noi non possiamo più lavorare”.

Muzzi si rivolge ai viterbesi: “Mi dispiace per la città e per i cittadini, ma non è colpa nostra”. Non ci sarebbero, infatti, nemmeno alternative per fare un altro mercato: "Con chi lo fanno? Richiamano gli ortofruttai dell’anno scorso? Il professionista serio il suo giro ce l’ha per Natale, sa dove andare”. Ma i viterbesi, il mercatino, lo vorrebbero. “Andassero dalla sindaca”, replica Muzzi. “Non dipende da noi, ci siamo dal 1986 quando eravamo 13 banchi, oggi siamo una ventina”. Muzzi non pensa sia possibile rincontrarsi con il sindaco. “Non ci capiscono niente e, anche fosse, non potrebbero fare niente. L’ambulantato non è una cosa facile, il dirigente del Comune ha fatto solo bordelli, figuriamoci cosa puó combinare Silvio Franco. È una brava persona, per carità, ma bisogna conoscere le leggi precedenti. Non è una cosa semplice”.

Un film che si ripete. Rispetto allo scorso anno cambierà una sola cosa: “Non protesteremo, è inutile. Abbiamo capito che non serve a nulla. Non ci arrabbieremo nemmeno se dovessero dare le piazze a qualche irregolare o se facessero un mercatino delle pulci, perché tanto non riusciranno a trovare nessuno. Gli abbiamo detto in tutte le salse di individuare almeno i posti vuoti, ma niente. È come parlare col muro”. 

Una tradizione, quella del mercatino natalizio, andata a morire. “Ci abbiamo passato quarant’anni - afferma Muzzi -, noi siamo i più dispiaciuti di tutti. Se la giunta Arena avesse fatto il suo dovere, questo non sarebbe successo. Le autorizzazioni andavano rinnovate. Frontini ormai non può rinnovarle, dovrebbe annullare il provvedimento fatto dall’amministrazione precedente, ma credo sia impossibile”.

Muzzi conclude la sua invettiva contro le istituzioni con una considerazione: “Di amministrazione seria nella Tuscia c’è solo quella di Acquapendente, dove una signora dirigente ha controllato tutti i partecipanti delle tre fiere, ha cacciato gli irregolari, ha assegnato i posteggi sistemando i banchi e poi ha fatto il bando per i posti vuoti. In un anno, le faccio i complimenti, ha fatto tre bandi d’assegnazione e sistemato tre fiere perfette. Poi Civita Castellana, che ha rinnovato le fiere tre anni fa. I dirigenti del Comune di Viterbo dovrebbero imparare da quelli di Acquapendente come si rivalutano e organizzano fiere e mercatini”. 

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