BAGNO: DOVE SÌ E DOVE NO

Mare di Tarquinia, "fortemente inquinata la foce del fiume Marta"

"Entro i limiti", invece, i valori a Montalto di Castro. I risultati dell'indagine Goletta verde di Legambiente sulle coste del Lazio: ecco i punti più inquinati

La foce del fiume Marta a Tarquinia è "fortemente inquinata", mentre i valori a Montalto di Castro sono "entro i limiti". È il bilancio delle analisi microbiologiche lungo le coste viterbesi di Goletta verde, campagna itinerante di Legambiente giunta alla 38esima edizione in questo 2024.

Dati 2024 Goletta verde Lazio

In generale, il mare laziale non gode di buona salute. Su 24 punti campionati tra il 24 giugno e il 6 luglio lungo le coste della regione (15 foci di fiumi o canali, otto punti a mare e un punto in un canale che immette in un fiume poco lontano dalla riva) ben dieci sono risultati "fortemente inquinati" (nove foci e un punto a mare), cinque "inquinati" (due foci e tre punti a mare) e nove "nei limiti di legge".

Mare fortemente inquinato nel Lazio

Uno dei punti "fortemente inquinati" del Lazio si trova a Tarquinia: è la foce del fiume Marta. Tre sono in provincia di Latina: foce Verde (ponte Mascarello), lo sbocco del depuratore privato a Canale Sant'Anastasia a Fondi e la foce del rio Santa Croce a Gianola a Formia. In provincia di Roma i punti risultati "fortemente inquinati" sono la foce del canale in via Aurelia al chilometro 64 a Santa Marinella, la foce del rio Vaccina a Ladispoli che per due anni era risultato entro i limiti, la foce del canale Crocetta all'altezza di via Filadelfia a Torvajanica, la foce del rio Torto e del fosso Grande a Marina di Ardea e il mare di fronte alla foce del canale Loricina a via Matteotti a Nettuno.

Mare inquinato nel Lazio

A Latina risultano "inquinati" i campioni prelevati al mare di fronte alla foce Fosso in via Gibraleon all'incrocio con Viale Europa a San Felice Circeo, la foce del fiume Portatore a Porto Badino a Terracina, la spiaggia in corrispondenza del civico 469 in via Pilestra a Sperlonga e il mare di fronte alla foce del rio Recillo a Marina di Minturno. Nella provincia di Roma risulta "inquinata" la foce del fiume Arrone a Fregene. 

Mare entro i limiti nel Lazio

A Montalto di Castro la foce del fiume Fiora è risultata "entro i limiti". Idem a Latina il canale Caterattino a Sabaudia, la foce del canale Sisto a Terracina, la spiaggia dove sfocia a mare il canale Pedemontano a Fondi, la spiaggia Serapo in via Marina di Serapo a Gaeta e lo sbocco del canale di scolo a sud della darsena a Scauri nel comune di Minturno. Mentre a Roma i punti entro i limiti sono il mare di fronte alla foce del fosso Zambra a Marina di Cerveteri, la foce del Canale dei pescatori a Ostia, la spiaggia in corrispondenza della foce del fosso Cavallo morto nel lungomare delle Sterlizie ad Anzio.

Mare osservato speciale nel Lazio

Osservato speciale il mare fronte alla foce del fosso di via Gibraleon a San Felice Circeo, in provincia di Latina. Gli osservati speciali sono i punti storicamente critici per i quali Legambiente ha ripetuto i prelievi anche nei mesi che precedono il passaggio della campagna Goletta verde.

L'analisi di Legambiente

"Le foci dei fiumi si riconfermano punti critici e campanelli d'allarme sugli scarichi illegali e l'efficienza dei depuratori nel nostro paese – dichiara Laura Brambilla, portavoce di Goletta verde -. Le istituzioni non possono continuare a far finta di niente, devono investire nell'efficientamento del sistema di depurazione per la salute dei cittadini e delle cittadine e per non intercorrere in nuove sanzioni dalla comunità europea. Non dobbiamo dimenticare che l'Italia ha già quattro procedure di infrazione per la mancata conformità alla direttiva Acque reflue, e quella del 2004 è già arrivata alla sanzione pecuniaria che ha già portato gli italiani a pagare in bolletta oltre 142 milioni di euro. Se non corriamo ai ripari questo numero aumenterà".

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, commenta: "Troppe criticità lungo la costa del Lazio continuano a essere confermate. Con le nostre analisi non vogliamo sostituirci alle autorità competenti, tanto meno giudicare complessivamente la qualità di intere porzioni del litorale, ma porre l'attenzione su problemi evidenti che ne mettono a rischio la salute. Un'attenzione che chiediamo con forza anche agli amministratori, i gestori del servizio idrico, i consorzi di bonifica e gli operatori del mare. Scarsa o mancata depurazione e abusivismo fognario sono le cause delle problematiche che emergono, peraltro sempre negli stessi posti. Per indagare e risolvere i problemi, con i nostri laboratori siamo a disposizione di tutti i comuni marini ma anche di tutti quelli dell'entroterra dai quali, spesso, provengono i reflui inquinati. Il mare del Lazio ha un potenziale straordinario che va valorizzato al meglio. Per farlo è imprescindibile l'impegno costante per la sua qualità, attraverso la quale generare green economy e bellezza in tutta la regione". 

Focus depuratori

La depurazione resta uno dei tasti dolenti nel paese, con 910 agglomerati per i quali sono state rilevate situazioni di non conformità ai requisiti della direttiva sulle acque reflue. Nel Lazio ci sono ancora cinque agglomerati (Anagni, Civita Castellana, Fontana Liri-Arce, Orte e Roma) in procedura di infrazione secondo la valutazione di conformità espressa dalla commissione europea. "Nel Pnrr - afferma Legambiente - sono stati individuati interventi di ammodernamento delle reti fognarie italiane e di adeguamento dei sistemi di depurazione che andranno, in parte, a sanare queste non conformità, in parte a costruire nuove infrastrutture dove prima mancavano. Per la regione Lazio, in particolare, sono 17 gli interventi ammessi a finanziamento. In particolare, due di questi interventi andranno ad agire su situazioni in infrazione". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mare di Tarquinia, "fortemente inquinata la foce del fiume Marta"
ViterboToday è in caricamento