rotate-mobile
POLLI ALLE TERME / Viterbo Nord

Un allevamento intensivo di polli tra Bagnaccio e via Francigena

Sul maxi pollaio il Comune prende tempo ma il pasticcio è dietro l'angolo: la richiesta rispetta le normative perché l'area non è mai stata dichiarata termale ed è ancora agricola. La paura di Aronne: "Potrebbero arrivarne altri"

Un maxi-pollaio vicino al Bagnaccio, alle terme Oasi, alla via Francigena e al Bacucco. Una bestemmia per ambientalisti e animalisti, i quali ricordano le polemiche e le lamentele dei cittadini per gli allevamenti intensivi di polli a Grotte Santo Stefano. Il caso è approdato in Comune, dove la commissione Urbanistica ha discusso sul da farsi optando per il rinvio della pratica. E il pasticcio è dietro l'angolo.

La richiesta fatta dagli imprenditori, difatti, è conforme alle normative vigenti. L'area individuata per l'insediamento, un impianto agrifotovoltaico dove sotto ai pannelli sorgeranno strutture per l'allevamento, è quella a nord di Viterbo, in zona Cassia, sulla strada che conduce al lago di Bolsena e a Montefiascone. Una zona ricca di stabilimenti termali e impreziosita dal passaggio della via Francigena che, tuttavia, è ancora a tutti gli effetti agricola, nonostante il Comune voglia rilanciarla per il termalismo. Il punto è che non è mai stata prodotta la variante urbanistica per trasformarla da agricola a termale. E non è un dettaglio di poco conto.

La pratica è assolutamente corretta dal punto di vista tecnico, nonostante il pollaio disterebbe pochissimo (circa 2 chilometri in linea d'aria) dal Bagnaccio e poco più di 700 metri dall'Oasi. Il timore dell'assessore Emanuele Aronne, però, è che l'insediamento potrebbe fare da avamposto ad altri dello stesso genere, così da eliminare per sempre la possibilità di trasformare la fascia interessata in una zona termale. Per questo l'assessore, di concerto con i consiglieri comunali, ha deciso di rinviare l'esame della proposta. La strategia pare essere quella di trovare un appiglio per scongiurare l'ipotesi. Ma, per il momento, sembra essere tutto legittimo.

Luisa Ciambella e Andrea Micci, consiglieri d'opposizione, hanno sottolineato come, in assenza di elementi fattuali per dare parere negativo, l'autorizzazione debba essere concessa. Il Pd, invece, ha sposato la linea di Aronne, sostenendo l'impossibilità di poter dare l'ok a un allevamento intensivo a pochi metri di distanza da attività termali. Mentre dal movimento Viterbo2020, quello del sindaco Chiara Frontini, c'è chi sostiene che nella zona sarebbero già in essere altri impianti agrivoltaici che non avrebbero finora dato problemi, nemmeno quello dei cattivi odori.

La questione è spinosa e, come detto, il pasticcio è dietro l'angolo. Colpa di una politica che ha dormito quando, invece, sarebbe stato il caso di utilizzare la variante per trasformare la zona da agricola in zona termale. E invece, oggi, da piano regolatore l'anomalia sono il Bagnaccio e le terme Oasi, che si trovano nel bel mezzo di un'area che da piano regolatore è destinata all'agricoltura e non ha nemmeno un vincolo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Un allevamento intensivo di polli tra Bagnaccio e via Francigena

ViterboToday è in caricamento