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ARRIVA IL NATALE / Centro Storico / Via Guglielmo Marconi

Natale in città: via Marconi (senza auto) tra botteghe storiche, dolci tipici, vin brulè e caldarroste

Il Comune, dopo giorni di decisioni e ripensamenti, ha approvato le linee d'indirizzo per l'evento: date e bancarelle, tutto quello che c'è da sapere

L’assessore Silvio Franco si traveste da Santa Claus e salva il Natale viterbese targato "Amministrazione Frontini". In realtà il merito non è tutto suo ma anche degli uffici comunali e del consigliere Marco Nunzi, però il professore è quello che si è più battuto affinché l’evento si svolgesse. Anche perché da questo risultato dipendeva buona parte del suo mandato in giunta. In caso di fallimento, infatti, probabilmente la sua poltrona avrebbe cominciato a cigolare.

Speculazioni politiche a parte, il Natale pensato dal Comune a via Marconi rilancia con forza le aspettative sulle festività di fine anno nella città dei Papi. Proprio quando i due bandi per le 22 casette andati deserti e il niet degli ambulanti del consorzio sembravano aver messo per sempre una croce sopra la manifestazione.

Nelle intenzioni dell'amministrazione, via Marconi sarà totalmente pedonalizzata e le casette di legno saranno affidate a botteghe storiche, hobbisti, negozianti, ristoratori e imprenditori viterbesi. Questo emerge dalle linee d’indirizzo deliberate dalla giunta. Il mercatino si svolgerà dall’8 dicembre al 7 gennaio. Il Comune ha già avviato tutte le procedure finalizzate alla raccolta e alla valutazione di alcuni progetti presentati per le iniziative che faranno da sfondo al mercatino: spettacoli, intrattenimenti, eventi a tema natalizio e via discorrendo. Oltre naturalmente a quelle relative la realizzazione di addobbi natalizi per via Marconi, piazza della Repubblica e tutte le altre aree interessate dagli eventi, compresi gli allacci delle utenze. Un’operazione per la quale i frontiniani hanno messo in cascina circa 40mila euro.

Tre delle 22 casette in legno noleggiate verranno assegnate ad associazioni o cooperative con finalità sociali o a soggetti istituzionali. Tutte le altre, invece, saranno affidate per 5mila euro alle attività che ne presenteranno richiesta. L’unico requisito? Avere una forte connotazione di promozione del territorio e dei suoi prodotti. Addirittura, la giunta ha stabilito una suddivisione in percentuali degli stand: il 30% al settore alimentare, dunque prodotti dolciari e tipici da ricorrenza natalizia e non, sia nazionali che viterbesi, e di eccellenza della Tuscia; il 10% alla somministrazione di cibi e bevande, ossia attività temporanee di piccola gastronomia e somministrazione di vin brulè, cioccolato caldo, crêpes, caldarroste; e, infine, il 60% da individuare in modo equilibrato fra botteghe storiche (per cui è stato recentemente approvato dal Comune il relativo elenco), artigiani, ambulanti e hobbisti. 

Le merci che potranno essere vendute sono quindi di vario genere. C’è pero, sempre nella delibera, l’elenco di quelle vietate: fuochi d'artificio, merce nuova/usata tipica dei mercati settimanali (abbigliamento, scarpe, intimo), ferramenta e similari, elettrodomestici, apparecchi tv e hifi, calcolatrici, cover, auricolari e prese elettriche.

Naturalmente, l’ufficialità a riguardo la si avrà solo quando saranno accettate le richieste pervenute. Da palazzo dei Priori trapela ottimismo dato che, fanno sapere dalla maggioranza, già alcuni imprenditori locali avrebbero chiesto informazioni su come presentare domanda. Nello specifico, ciascun operatore/associazione a cui verrà assegnata la casetta dovrà corrispondere al Comune, oltre al canone di occupazione di suolo pubblico sotto specificato, un versamento una tantum di 450 euro da effettuare prima dell'inizio dell'evento. Importo incrementato di 250 euro per gli operatori del settore food, come rimborso forfettario per il maggior consumo elettrico derivante dalla tipologia di attività.

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