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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Migranti, arrivi raddoppiati nella Tuscia: strutture di accoglienza a rischio collasso

Dall’inizio dell’anno, nel Viterbese i migranti passeranno da 500 ad oltre mille. Il problema? La carenza di strutture e di personale

Saranno 500 i migranti che la Tuscia dovrà ospitare in questi mesi estivi, contrassegnati dai continui sbarchi sulle coste italiane. In particolare, ora che le navi Ong e governative approdano anche al porto di Civitavecchia, Viterbo ed i paesi della provincia sono chiamati a dare il proprio contributo, fornendo alloggi e servizi per chi sbarca dall’Africa. Uno sforzo necessario, visto che in Italia sono attesi cinquantamila migranti da redistribuire su tutto il territorio nazionale regione per regione. Al Lazio ne spetteranno 4mila, che dovranno essere a loro volta distribuiti in tutte e cinque le province

I NUMERI: IMMIGRATI RADDOPPIATI DALL’INIZIO DELL’ANNO

La Tuscia, attualmente, conta 809 migranti ospitati tra le varie strutture presenti nei vari comuni. Dal 1 luglio ad oggi sono 120 quelli già arrivati, mentre ne sono in arrivo, tra agosto e ottobre, circa 380. In totale, quindi, gli immigrati passeranno ad essere oltre mille nel giro di due mesi scarsi. Un incremento pari esattamente al doppio rispetto all’inizio dell’anno: al 1 gennaio, infatti, i richiedenti asilo erano 571 ed in nove mesi ne arriveranno circa altrettanti. I primi flussi in aumento sono stati registrati tra marzo e aprile, con un’ottantina di arrivi in più, e poi, tra maggio e luglio, quasi duecento profughi sono approdati nel Viterbese. Con tutto quel che ne consegue.

STRUTTURE A RISCHIO COLLASSO, LA PREFETTURA PUBBLICA I BANDI

Il problema più grande, come ammesso dalla Prefettura stessa, riguarda le strutture in cui ospitare i circa mille migranti che si troveranno sul territorio. Il sistema d’accoglienza viterbese, infatti, non sembra pronto ad assorbire numeri così elevati. In tutta la provincia, come noto, le tipologie di strutture sono due e si dividono in base allo status di chi viene ospitato al loro interno: i richiedenti asilo vengono accolti nei Centri d’Accoglienza Straordinaria, gestiti direttamente dalla Prefettura, mentre quelli che ottengono il riconoscimento di protezione internazionale sono invece inviati nei Sai, dove vengono inseriti in specifici progetti per l’inserimento sociale. Tuttavia, sia i Cas che i Sai sono attualmente al limite della capienza. E pure gli operatori scarseggiano. Per questo, il Viminale ha dato mandato al prefetto Cananà di pubblicare appositi bandi per ricercare nuove strutture. Le adesioni sembrano essere cominciate col piede giusto, visto che, a partire dalla prossima settimana, dovrebbero essere aperte altri locali idonei per una trentina di posti. Ma, qualora gli arrivi dovessero continuare a seguire la curva attuale, potrebbero cominciare dei seri problemi. 

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