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Martedì, 27 Febbraio 2024
VERSO SANTA ROSA / Pilastro

SANTA ROSA | Minimacchina del Pilastro: "Novità continue e modernità, così da 51 anni teniamo viva la tradizione"

Intervista ad Angelo Loddo, responsabile del trasporto, a pochi giorni dalla sera del 26 agosto: "Il futuro di Santa Rosa non può dipendere solo dai Comitati, la festa torni popolare al 100%"

Quest’anno la Minimacchina del Pilastro festeggerà il suo 51esimo trasporto, più di mezzo secolo di passione e amore verso santa Rosa. Il prossimo 26 agosto i minifacchini sfileranno con sulle spalle Armonia Celeste e la porteranno per le vie del quartiere. La serata darà ufficialmente inizio alla settimana che porterà al 3 settembre. ViterboToday ha intervistato Angelo Loddo, responsabile del trasporto della Minimacchina del Pilastro, per sapere a che punto sono i preparativi. 

Come procede l’avvicinamento al 26 agosto?

“Noi abbiamo iniziato le prove il 24 luglio, quest’anno abbiamo 115 ragazzi iscritti e, da questa settimana, la formazione è al completo. Abbiamo cominciato a prendere le misure e a provarla. È quasi tutto pronto”.

Quello di quest’anno sarà il 51esimo trasporto, cosa è cambiato in questi anni?

“Appartengo a una generazione nata sotto la minimacchina, io ho fatto tutto il percorso e, dopo 10 anni da presidente del comitato, ho fatto un passo indietro in favore di Stefano Caciola, mio braccio destro. Sono convinto che serva un cambio per dare continuità alla tradizione, c’è bisogno di idee nuove e di gente giovane. Noi siamo una grande famiglia, ogni decisione viene presa in accordo. Nei miei 10 anni di presidenza ho cercato di modernizzare il trasporto, perché sono cambiate le generazioni, i genitori e soprattutto i modi dei ragazzi. Una volta giocavamo tutti a pallone e l’estate lavoravamo, oggi è tutto molto più social e i ragazzi vanno spronati e incentivati a seguire la tradizione”.

Come si è modernizzato il trasporto della Minimacchina del Pilastro?

“Lavorando molto sulla sicurezza e sulla spettacolarizzazione, dando la possibilità ai genitori di viverlo da vicino rimanendo comunque legati al discorso sicurezza. E poi creando un rapporto di fratellanza con le altre Minimacchine. Una volta chi abitava al Pilastro andava a scuola al Pilastro e portava la macchina del Piladtro, oggi non è più cosi. Ci sono ragazzi di Santa Barbara che portano quella del Centro e alcuni del Pilastro che portano quella di Sanra Barbara e viceversa. Prima c’era molto più sano campanilismo, siamo l’unica città medievale che non ha una lotta tra rioni, questo perché tutti i comitati lavorano per santa Rosa e dicono a tutti i ragazzi di portare la Minimacchina dove vogliono. Scelgano dove gli piace di più, dove hanno più amici, ovunque. Ma Viterbo ha bisogno di loro per preservare la tradizione”. 

E per quanto riguarda i numeri dei minifacchini? Sono in calo o in crescita?

“I numeri al Pilastro sono sempre questi: dai 90 ai 120 ragazzi. Grossi cali non ci sono mai stati. Il Pilastro ha la fortuna di avere una lunga tradizione, essendo un quartiere periferico e somigliando quindi un po’ a un paese. C’è vero attaccamento”.

A proposito di tradizione, il Sodalizio ha da poco aperto all’ingresso delle bambine tra i minifacchini. Voi che ne pensate?

“Non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno, siamo stati i primi a inserire nella formazione ragazzi speciali e portatori di handicap. Quest’anno, sono sincero, tutto è avvenuto quando noi eravamo già in corsa. Ci siamo riuniti e abbiamo deciso per quest’anno di rimanere con la tradizione di sempre, perchè crediamo vada rispettata. Tra l’altro a noi non è arrivata nessuna richiesta di bambine che volevano portare la Minimacchina, se dovesse arrivare da qui al 21 la valuteremo. Ci ragioniamo sopra e poi dal prossimo anno ci adegueremo a quelle che sono le regole, siamo integralisti. Crediamo di non dover essere noi a fare un favore a queste ragazzine, perché non è una concessione. Non deve essere una cosa forzata, quando si presenteranno saremo ben lieti di accoglierle come abbiamo accolto tutti i ragazzi stranieri".

Quindi siete d’accordo?

“Sposiamo al 100% l’idea del presidente del Comitato centro storico Gianni Baiocco e Mecarini, già dal prossimo anno ci ragioneremo. Quest’anno abbiamo optato per far sì che la tradizione rimanga tale, non nego il fatto che per me la Macchina la portano i facchini ma siamo nel 2023, le cose stanno cambiando e non saremo di certo noi a chiudere le porte a un’innovazione. Noi dipendiamo dal Sodalizio, se loro le aprono noi faremo altrettanto. Santa Rosa ha anche un aspetto sociale, io l’anno scorso alla sfilata ho portato sei ragazzi, uno ucraino, uno romeno, uno dominicano, un russo e due gemelli italiani, e sono andato a Santa Rosa per mandare un messaggio: la divisa dei facchini è aperta a tutti”. 

Tra 51 anni, invece, il trasporto come sarà? Ma soprattutto, come sarà Santa Rosa?

“Noi faremo di tutto per far sì che la Macchina e la Minimacchina ci siano. Il prossimo anno Pino Loddo ha già annunciato che si ritirerà, vuol dire che ci saranno elezioni in cui verrà eletto il nuovo capofacchino, a testimonianza della continuità che è quello di cui ha bisogno Viterbo. Secondo me, chi è in carica da tanti anni dovrebbe fermarsi un attimo, riflettere e capire se è il caso o meno di fare un passo indietro. Altrimenti poi la gente si annoia. Serve per forza un ricambio generazionale. Devi dare a questi ragazzi la possibilità di diventare facchini, segretari e presidenti per far sì che loro amino questa tradizione. Allora, a quel punto, Santa Rosa continuerà. Il 60% di loro viene dalle Minimacchine, la percentuale deve alzarsi”.

E come si può fare dunque per coinvolgere ancora di più i ragazzi?

“Se davvero vuole garantire un lungo futuro al 3 settembre, l’amministrazione comunale deve dare ai comitati dei vari quartieri la possibilità di poter lavorare. Faccio un esempio: costruire una Macchina come Armonia Celeste costa circa 12mila euro, tutti pagati dai privati. Ma oggi la tassazione è alle stelle e ci sono sempre meno soldi per le sponsorizzazioni, allora perché il Comune non istituisce un ufficio speciale e un assessorato che riguardi solo ed esclusivamente le festività di Santa Rosa ai quali possano attingere il Sodalizio, i comitati e tutti gli organizzatori degli eventi connessi? Non sto dicendo che deve pagare tutto il Comune ma che dovrebbe mettere a disposizione degli uffici in cui si pensa solo a Santa Rosa”. 

Parliamo quindi di un piccolo aiuto da parte del Comune. Ma a livello economico, quanto è difficile gestire un comitato come il vostro?

“Io credo debba esserci una specifica pagina di bilancio dedicata alle Minimacchine, perché comunque sono la scuola dei facchini. Non ci sono dubbi. Far lavorare in tranquillità e bene i comitati crea ragazzi che si avvicinano a questo mondo per poi finire nelle mani di persone competenti come Rossi e Mecarini che li fanno diventare grandi facchini. Noi invece paghiamo anche la sede e dobbiamo andare avanti con i soldi degli sponsor. Se mettessero a disposizione una sala per ognuno dei tre comitati, noi risparmieremmo i 180 euro di affitto che spendiamo al mese e li investiremmo in altro, eventi, attività o materiale. A Viterbo ci sono locali chiusi oppure assessori che con la città non c’entrano niente. Possibile che non ce ne sia uno al Pilastro, Santa Barbara e centro storico? Questo potrebbe avvenire facendo anche uno ‘scambio’ col Comune, tu mi dai il locale ed io, più volte all’anno, ti organizzo delle cose che coinvolgano tutto il quartiere, dai bimbi agli anziani. Così si entra in sintonia con la città. Potrebbe anche funzionare come doposcuola o per aiutare le famiglie bisognose”.

E credete che il Comune sia disponibile ad ascoltarvi?

“L’amministrazione Frontini è giovane e credo sia disponibile a fare questo grandissimo salto di qualità nell’interesse di Viterbo, dei viterbesi e di Santa Rosa. Negli ultimi anni Santa Rosa è stata quasi privatizzata, c’è bisogno di farla tornare popolare al 100%”.

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