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SICUREZZA SUL LAVORO

Nel Viterbese aumentano i morti sul lavoro, +500% rispetto al 2022: vittime soprattutto nell'agricoltura

I sindacati esprimono profonda preoccupazione, c'è anche chi dà la colpa al caldo estivo

Non sono dati incoraggianti quelli che arrivano dalla triste conta degli infortuni sul lavoro. La provincia di Viterbo, infatti, è protagonista di un preoccupante incremento delle morti bianche, quelle che avvengono sul posto di lavoro. Cifre che spaventano i sindacati, i quali tornano a puntare il dito contro la poca attenzione delle istituzioni e delle autorità nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro. Il Comune di Viterbo, già a maggio, ha siglato con le imprese un protocollo per la sicurezza relativo ai cantieri del Pnrr dove, infatti, non sono stati per il momento segnalati incidenti.

Eppure, le precauzioni assunte da Palazzo dei Priori non sembrano essere state utilizzate anche negli altri comuni. A testimoniarlo ci sono i dati diffusi dagli stessi sindacati che mostrano un incremento degli infortuni mortali pari al 500% rispetto al 2022. Da gennaio ad agosto 2023 sono state 5 le morti bianche nella Tuscia. Lo scorso anno, nello stesso periodo, ne era avvenuta soltanto una. Dalle associazioni di categoria c’è chi fa notare come l’impennata sia stata registrata ad agosto, quando, in settori particolari come l’agricoltura e l’edilizia, gli operai hanno dovuto fare i conti con un caldo incredibile. In genere, agosto è anche il mese in cui i controlli sul rispetto delle norme di sicurezza diminuiscono. Per questo c’è chi chiede di rimodulare gli orari di lavoro, andando ad eliminare le ore più calde. Se la statistica sugli incidenti mortali è negativa e dimostra un aumento indiscutibile,  anche quella sugli infortuni non mortali è poco edificante. Anche in questo caso, nel mese di agosto, ce ne sono stati 25 in più (117) rispetto allo stesso periodo del 2022 (92). 

Tuttavia, rispetto allo scorso anno, il numero complessivo degli episodi è più basso. Nel 2023 ci sono stati, nei primi otto mesi, 1219 infortuni. Nel 2022 furono 1883. 614 operai rimasti feriti sul posto di lavoro in meno. Se non fosse per i morti in crescita esponenziale,  questo quadro non sarebbe nemmeno così allarmante. Anche da parte delle autorità preposte è lecito aspettarsi una maggiore attenzione nei cantieri e nei campi, nella speranza di invertire una marcia che agita lavoratori e rappresentanti sindacali. 

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