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Martedì, 27 Febbraio 2024
MOVIDA / Centro Storico

Bar aperti fino alle 2, i residenti di San Pellegrino sul piede di guerra

Alcuni abitanti del quartiere medievale non gradiscono l’ordinanza pro-movida, anche i gestori di B&B infuriati

L’ordinanza pro-movida emanata dal sindaco Chiara Frontini fa discutere, soprattutto a San Pellegrino. Il quartiere medievale è infatti storicamente diviso a metà: rappresenta infatti sia il cuore della vita notturna viterbese, con diversi bar e locali, ma è anche un piccolo polo turistico, essendo presenti alcune strutture ricettive. In mezzo, poi, ci sono i residenti. E, dall’11 agosto, quando è entrata in vigore l’ordinanza che consente la chiusura dei bar alle 2 nel weekend, le reazioni sono state diverse. Opposte. Tanto che, adesso, c’è chi minaccia azioni legali contro il Comune.

Un preavviso, in questo senso, era arrivato a metà luglio, quando Frontini e l’assessore allo Sviluppo economico Silvio Franco hanno cominciato il giro di consultazioni a Palazzo dei Priori per capire come attuare la riforma al Patto per la notte ed allungare di un’ora gli orari della movida. Lo zoccolo duro dei residenti - i quali, in alcuni casi, sono anche gestori di piccoli B&B del quartiere - aveva chiuso la strada ad ogni possibilità di allungamento, arrivando addirittura ad agitare lo spettro di una class-action. Questo perché, a detta degli abitanti di San Pellegrino, il troppo chiasso causato dai bar (ma sarebbe il caso di dire dai clienti dei bar) andrebbe a disturbare sia i loro sonni che quelli dei turisti che decidono di alloggiare nelle stanze tra i vicoli del borgo medievale. Non solo: la delegazione di residenti si aspettava infatti un approccio diversificato di zona in zona, andando a considerare il centro storico diviso in più quadranti. In poche parole, attendevano dalla giunta Frontini una “maggior tutela” per San Pellegrino. Per gli albergatori, invece, il prolungamento dell’orario dei locali non avrebbe nulla a che fare con il turismo. Pareri del tutto personali ed opinabili, ça va sans dire.

C’è inoltre la questione legale e normativa, ma questa sarebbe bene affrontarla in seguito e, soprattutto, con l’ausilio di esperti del diritto. Altrimenti si corre il rischio, come purtroppo sta accadendo, di sparare corbellerie e instillare confusione e falsità. Il Comune ed il sindaco Frontini si sono dovuti muovere in un vero e proprio campo minato giuridico, infatti Palazzo dei Priori ha dato mandato ad uno specialista di redigere un parere scritto. Questo poiché la Cassazione si è pronunciata sulla movida con due sentenze. Una, riguardante un caso di Ferrara, ha dichiarato illegittimo qualsiasi regolamento comunale che  vada ad imporre limiti orari ai pubblici esercizi, visto che in Italia la tutela della concorrenza è materia esclusiva dello Stato e non degli enti locali. L’altra è relativa invece ad un caso di Brescia, dove gli ermellini questa volta hanno dato ragione ai residenti che lamentavano disagi causati dal baccano della movida, condannando il Comune a risarcirli per non aver applicato controlli. Insomma, una questione piuttosto spinosa e complessa che, si spera, non debba essere a sua volta risolta dalla Cassazione. Certo, sarebbe utile a fugare ogni dubbio, ma qualcuno potrebbe rimetterci. Per questo, Frontini e Franco hanno ben pensato di emanare quest’ordinanza di natura sperimentale, che terminerà il 30 settembre. Poi ripartiranno i dialoghi, anche sulla base del parere legale chiesto dall’amministrazione.

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