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È ARRIVATO IL NATALE / Centro Storico

Le due facce del natale: centro pieno, ma di macchine. Di giorno pienone di turisti, di sera il deserto

Il fine settimana pre-natalizio è un mezzo flop: nonostante i tanti turisti, la città al calar del sole si svuota

Non è stato il weekend pre-natalizio che i viterbesi si aspettavano. Il venerdì e il sabato del 22 e del 23 dicembre si sono rivelati un mezzo flop, non tanto nelle orne diurne ma in quelle serali. Al calar del sole, la città si è letteralmente svuotata, con le vie e le piazza del centro che sono state riempite quasi totalmente dalle auto in sosta libera.

Auto parcheggiate piazza del Teatro-2

Una battuta a vuoto che ha deluso le aspettative dei cittadini, ma non quelle dei turisti. I ristoranti dentro le mura, infatti, hanno sfiorato il soldout, cosí come le strutture ricettive, sia hotel che B&B. Nonostante la mole di visitatori, però, il Natale viterbese non è riuscito a popolare le vie del centro, che dalle 18 in poi sono risultate poco trafficate. La nota positiva, durante gli orari d’apertura, è stata rappresentata dal Christmas Village e dal mercatino a tema di via Marconi, unici punti di riferimento in un contesto parso molto intorpidito, quasi impacciato. La scenografia suggestiva delle luminarie ha fatto il suo fino all’ora di cena, quando ancora in molti si recavano nei vari negozi per lo shopping natalizio e al Teatro Unione si svolgeva il concerto di Natale. Dopodiché, ad attirare le persone sono stati più che altro i bar, tantissimi e quasi tutti aperti.

Piazza San Lorenzo-4

Un Natale dalle due facce: gremito di giorno ma pressoché deserto di sera. A confermarlo, come simbolo, c’è sicuramente piazza San Lorenzo, cuore pulsante della parte medievale. Già dalle 18, il Duomo e Palazzo Papale apparivano desolati. Solo alcuni sparuti gruppi di passaggio.  Negli altri luoghi, invece, una distesa di auto in sosta. Via Marconi compresa. Tra i residenti ed i loro amici o parenti e i clienti dei bar c’è stata una vera e propria corsa al parcheggio. Insomma, togliendo la movida notturna poco o niente. E, su cosa non abbia funzionato, sicuramente si staranno interrogando in molti. La mancanza di eventi dopo le 21 - forse ragionata proprio per favorire i bar - ha fatto sì che ci fosse una concentrazione solo in alcuni punti. Una riflessione va fatta necessariamente, per capire da cosa dipenda questo bipolarismo tra giorno e notte. Bar e ristoranti non possono bastare per soddisfare le esigenze di un turismo che è già storicamente “mordi e fuggi”. Bisogna trovare qualcosa in più da far mordere,  altrimenti potrebbero esserci solo fughe. 

La speranza, dunque, è che le giornate del 24 e del 25 contribuiscano a risollevare la situazione. Come detto, a livello turistico i numeri si sono rivelati ottimi, ma non sono stati sfruttati a dovere.

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