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Sabato, 15 Giugno 2024
LA GRANDE VERGOGNA / Centro Storico

Palazzo Calabresi, da gioiello del centro a pattumiera pubblica. C'è anche un locale abbandonato | FOTO

Viaggio a palazzo Calabresi, dimora storica lasciata in balia del degrado

A guardarlo oggi, Palazzo Calabresi risulta essere un anonimo pachiderma inserito alla rinfusa nel contesto urbanistico del centro storico. Da gioiello di via Roma, la dimora storica è diventata ai giorni nostri una pattumiera pubblica e, con ogni probabilità, punto d’appoggio per senzatetto e clochard. Anche l’organizzazione Italia Nostra, da sempre attenta ai beni culturali, bacchetta le istituzioni per lo stato in cui versa la struttura, ormai quasi totalmente diroccata ed ai limiti dell’agibilità, se non del tutto inagibile.

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Il fronte principale affaccia su via Calabresi, mentre quello posteriore sull'opposta via dei Magazzini, una traversa dimenticata di via Roma. È da lì che, superato l’archetto, si inizia ad intravedere lo stato di abbandono del palazzo: una struttura in legno ormai marcio campeggia su un angolo del tetto, mentre a terra è presente una recinzione sbracata con delle transenne che quasi impediscono l’accesso al piccolo piazzale da dove si intravedono la loggia e l’antico profferlo. Sembra che fossero in corso dei lavori di ristrutturazione, poi misteriosamente interrotti. La porta di un locale privato adiacente all'edificio è spalancata e lascia le stanze alla mercè di chiunque. Entrando dentro si nota come per terra ci sia letteralmente di tutto, da attrezzi ed utensili sparsi ovunque ad arredamenti danneggiati passando addirittura per alcuni indumenti come felpe e coperte, tracce che fanno temere una possibile occupazione delle sale da parte di alcuni homeless o di ragazzi a caccia della bravata. Proseguendo nel corridoio si arriva ad un’altra porta che conduce al giardino, anch’esso lasciato allo sbando con l’erba infestante ormai dappertutto. Non si capisce chi o cosa abbia ridotto in questa maniera il posto, ma su uno scaffale c’è un bigliettino: “Se affitta questo immobile può contattarmi”, con tanto di nome e numero di telefono.

Il palazzo, inoltre, ha un affaccio su via Roma, con un prospetto in peperino di modeste dimensioni che interessa il primo e il secondo livello della schiera e che è caratterizzato in basso dal balcone sorretto da mensole e dalla soprastante finestra rettangolare con cornice. Anche lì la porta è socchiusa, ulteriore segno che qualcuno possa essersi introdotto all’interno. 

Palazzo Calabresi nel degrado-2

“Palazzo Calabresi - si legge all’interno della scheda dedicata sul sito di Italia Nostra - si presenta in pessimo stato di conservazione per via del lungo abbandono. Oltre a problemi strutturali che interessano soprattutto i volumi ubicati sulla corte sul retro, si osservano numerose criticità riguardo allo stato delle superfici. Si riscontra la crescita di vegetazione infestante, che si insinua ai margini della facciata su via Calabresi e nelle murature dei prospetti posteriori. Questi, in particolare, sono quelli che denunciano una maggiore gravità per la presenza diffusa di patina biologica e guano, per il degrado dell'intonaco che è spesso lacunoso lasciando a vista il paramento murario, per le criticità del materiale lapideo, molto eroso e con problematiche di risalita. Sono numerosi i graffiti che deturpano le superfici, oltre alle diverse aggiunte improprie. Anche la loggia su via Roma, che si innalza su di un basamento di altra proprietà, presenta problemi per la presenza di aggiunte improprie”.

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“Il Comune - prosegue l’organizzazione - desidera rientrare quanto prima in possesso del bene. Sono molte le idee sulla valorizzazione e il riuso dell'edificio, fortemente percepito a livello identitario nella città per il suo prestigio e per le sue vicende storiche. In tempi più recenti, si ipotizza il riuso di palazzo Calabresi come sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale”. Tuttavia, di queste proposte, oggi, non se ne sa più niente. Forse ci sono state delle discussioni, che poi si sono arenate negli anni. 

“Palazzo Calabresi - conclude Italia Nostra - costituisce un bene di grande interesse, configurandosi come la sintesi di più fasi avvenute nel tempo e recando molte memorie legate alla città di Viterbo. In particolare, l'edificio ha subito numerosi passaggi di proprietà. Prima della famiglia Orsini, poi del conte Orazio Marsciano, è acquistato nel 1678 da Marco Antonio Calabresi, alla cui successione ereditaria resterà legato fino al XX secolo. Nel corso degli anni, il palazzo originario è stato ampliato, arricchito nelle sue decorazioni, rispecchiando il mutare delle corresti artistiche. Al periodo dei Marsciano, nel XVII secolo, è attribuita la lavorazione a graffito della facciata su via dei Magazzini, mentre sono di epoca ottocentesca le aggiunte in stile neogotico a opera del pittore Pietro Vanni (1845-1905)”. Proprio l’artista viterbese, infatti, fu uno degli abitanti dello stabile. Chissà cosa penserebbe se fosse ancora in vita, guardando quella che un tempo fu casa sua.

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