rotate-mobile
Martedì, 28 Maggio 2024
IL CONTRATTACCO

"Pannelli solari comunali installati ma mai entrati in funzione. Sono quelli del Cev"

La giunta Frontini punta il dito contro le passate amministrazioni, qualcuno spera addirittura nella Corte dei conti

I frontiniani ci tengono a far sapere ai loro detrattori che non sono un esercito di terracotta. E così, mentre il fuoco incrociato dell’opposizione (e non solo) cannoneggia l’amministrazione guidata dalla loro leader Chiara Frontini, consiglieri comunali e assessori impugnano le armi per rispondere. Se il caso Bruzziches è al momento congelato, viste le larghe tempistiche adottate dal gip Rita Cialoni, chiamata a decidere se accogliere o meno la richiesta di giudizio immediato per il sindaco e suo marito Fabio Cavini, da palazzo dei Priori la truppa arancionera ha deciso di scongelare dal freezer un altro caso. Considerato a Viterbo il caso dei casi.

Si tratta del crac Cev, forse il più grosso scandalo che abbia investito la città dal post-Tangentopoli. Il Cev (acronimo di Centro Energia Viterbo) era la società multiservizi partecipata dal Comune che si occupava, tra le tante, pure della raccolta dei rifiuti. A fine 2007, la Guardia di finanza sequestró una mole imponente di documenti, dando inizio al più grande processo della storia viterbese: quasi trenta imputati tra politici, imprenditori, manager e funzionari pubblici e oltre cento testimoni. Le accuse erano di quelle gravi: abuso d’ufficio, false fatturazioni per prestazioni inesistenti e addirittura associazione a delinquere. Sotto la lente dei pm Pacifici e Conti finirono gli affidamenti diretti dei servizi alle aziende del Consorzio imprese, effettuati secondo l’accusa senza gare d’appalto in modo da “selezionare” proprio i soci del Cev. Il tutto, per la procura, avrebbe cagionato un danno erariale da svariati milioni di euro. Prima 13, divenuti poi “solo” 3 e poi scomparsi nel nulla. Frutto, secondo il teorema accusatorio, della mole di debiti fuori bilancio del Comune dovuti al pagamento di “spese straordinarie” alla multiservizi comunale. Un’inchiesta che ha scosso le fondamenta della politica cittadina, considerando che a giudizio finirono l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli, assessori e consiglieri comunali delle amministrazioni Gabbianelli e Marini.

Tuttavia, alla fine, non ci fu alcuna condanna. Nemmeno una. Via via, tutti gli imputati uscirono indenni dal processo, tra ondate di prescrizioni e assoluzioni varie. Politici e imprenditori. E allora, perché mai a distanza di quasi vent’anni salta di nuovo fuori la travagliata storia del Cev? Il motivo va ricercato nei meandri dell’ormai defunta maxi-inchiesta, poi sfociata in un nulla di fatto quanto a condanne definitive. Perché in mezzo a quel marasma di carte, fatture, documenti e delibere, c’era anche qualcosa di estrema attualità. Secondo l’accusa, un imprenditore viterbese (poi assolto con formula piena perché “il fatto non sussiste”) avrebbe obbligato un altro imprenditore di Capranica a emettere una fattura taroccata da 38mila euro a suo nome all'azienda fornitrice dei pannelli fotovoltaici a suo tempo installati in tre scuole del capoluogo. Stando alla versione della presunta vittima, con una parte di quei soldi si sarebbero dovute finanziare le ferie dei politici amici. Versione poi smentita dal tribunale e dalla sentenza.

E proprio questi pannelli fotovoltaici sono l’arma che i frontiniani brandiscono per il contrattacco. Nei giorni scorsi, la prima cittadina ha annunciato: “Prosegue l’installazione dei pannelli fotovoltaici nelle scuole cittadine. Dopo la Grandori, completato il lavoro anche all’istituto comprensivo Pietro Egidi. Un programma che ci permette di risparmiare sulle bollette dell’energia e sull’emissione di Co2 nell’ambiente”. Un’ottima notizia, visto che le bollette in questione le pagano i cittadini. Ma dalla maggioranza qualcuno solleva una questione, facendo tornare in auge i fantasmi del passato, quelli del Cev: “Perché solo ora?”. Già, perché solo ora il Comune fa un’azione obiettivamente lungimirante come questa? Beh, la realtà sarebbe un’altra secondo l’assessore all’Urbanistica, Emanuele Aronne: “Veramente i pannelli c’erano ed erano spenti! Ovviamente, ormai inutilizzabili, sono stati sostituiti”. 

La rivelazione di Aronne è per certi versi esplosiva. Questi pannelli, difatti, secondo l’assessore, non avrebbero prodotto energia, nonostante l’installazione sia costata al Comune circa 500mila euro nel lontano 2003. Il che significa potenziali mancati introiti - tutti da verificare - nelle casse comunali. E così, gli impianti “spenti” diventano l’arma per rispondere agli attacchi.  

Dentro l’amministrazione Frontini, difatti, c’è chi fa leva su un possibile danno erariale, puntando il dito contro le passate amministrazioni ma soprattutto contro i partiti che le hanno sostenute e invocando l’intervento della procura e della Corte dei conti. Materia da cultori del diritto ma forse anche da storici, visto che parliamo di un caso che ormai ha compiuto oltre vent’anni ed è costato ai contribuenti i litri d’inchiostro con cui sono state scritte le carte del processo Cev. È la logica del “prenderle e del darle”, quella che i genitori austeri insegnano ai propri figli quando da bambini ci si accapiglia con i coetanei. Una legge non scritta della politica, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando i colpi arrivano dappertutto e bisogna pararsi in qualche modo. Certo, sarebbe quasi surreale se quegli impianti fotovoltaici - secondo Aronne non funzionanti - fossero sfuggiti all’attenta supervisione della magistratura, che ha passato al setaccio praticamente tutte le carte ad essi relative. Ma sarebbe per certi versi grottesco se, a distanza di un ventennio, dopo una miriade di udienze, testimonianze e arringhe, dovesse essere rievocato il Cev. Quel fantasma del passato che proprio non vuol saperne di lasciarci stare, continuando a tormentare incessantemente la politica viterbese e i cittadini.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Pannelli solari comunali installati ma mai entrati in funzione. Sono quelli del Cev"

ViterboToday è in caricamento