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L'allarme per i pendolari della Tuscia

Ecco perché l'agevolazione della "Carta Tutto Treno" rischia di sparire

La Regione Lazio vuole cambiare l'abbonamento integrativo trattando nuove tariffe con Trenitalia

L’agevolazione verrà rimodulata ma, di sicuro, non funzionerà come fatto fino a poco tempo fa. Parliamo della “Carta Tutto Treno Lazio”, una misura di aiuto per i pendolari della regione che rischia di saltare, almeno in parte, per il 2024. Il Pd ha annunciato - nei fatti però ancora non è stata presentata - un’interrogazione sulla questione. Intanto giovedì ci sarà un nuovo incontro tra l’assessore ai trasporti regionale, Fabrizio Ghera, e Trenitalia per riparlare di una convenzione che riguarda, all’incirca, 1.500 pendolari.

Come funziona la Carta Tutto Treno Lazio

I titolari di abbonamenti regionali Metrebus Lazio, mensili o della durata di 12 mesi, possono acquistare, presso le biglietterie Trenitalia, una specifica carta denominata, appunto, “Carta Tutto Treno Lazio”. Questa consente ai residenti nel Lazio, nell’ambito della validità e su determinate relazioni, di utilizzare i treni intercity o freccia bianca circolanti sugli stessi percorsi per cui è valido l’abbonamento. In pratica, è una misura che, da una parte, aiuta la Regione Lazio a svuotare i treni regionali e, dall’altra, Trenitalia a riempire altri convogli.

Le linee e i costi

Più specificatamente, la carta è rilasciata per viaggi, in prima e seconda classe, per i treni che circolano sulle linee ferroviarie FL1 (Orte-Roma e vv), FL5 (Civitavecchia-LadispoliRoma e vv), FL6 (Cassino –Frosinone-Roma e vv) e FL7 (Formia-Latina-Roma e vv). Così, un pendolare ad esempio di Formia può decidere se prendere un regionale o un intercity per arrivare a Roma. Una bella differenza visto che un biglietto singolo di un regionale, per quella tratta e per singola corsa, costa 8 euro mentre un posto su un intercity 24,50 euro in 1° classe e 18 euro in 2°.

La carta può avere una validità di un anno o sei mesi. Chi vuole l’abbonamento integrativo di 12 mesi dovrà pagare 500 euro per la prima classe e 150 euro per la seconda. Chi, invece, acquista una carta della durata di 6 mesi, paga 275 euro per la prima classe e 80 per la seconda. Ricordiamo che la carta permette un solo viaggio di andata e ritorno al giorno, previa prenotazione del posto.

I numeri

Ma quanto viene utilizzata effettivamente? I dati non sono ancora definitivi perché è atteso il rendiconto dell’ultimo trimestre che Trenitalia fornisce alla Regione Lazio. Un documento importante visto che è l’ente pubblico a versare all’azienda di trasporti la differenza del costo dei biglietti che rientrano dall’agevolazione. Da quanto ha potuto apprendere RomaToday, sono circa 1.500 gli utenti che utilizzano la carta. Un numero esiguo, forse dovuto anche al fatto che lo strumento, probabilmente, non è molto conosciuto.

I costi

Il vero problema non è tanto legato a quante persone utilizzano il servizio. Ad aver allarmato la Regione sono stati i costi. Per ogni carta acquistata, la Pisana corrisponde a Trenitalia una media di 700 euro, con picchi addirittura di 1.227 euro per la tratta Formia-Latina-Roma di prima classe. Ecco perché, più o meno ogni anno, il Lazio spende fino a 1,5 milioni di euro, cifra giudicata troppo alta dall’assessore Ghera.

La posizione della Regione Lazio

Dalla Regione Lazio le bocche sono cucite sull’argomento ma è ormai chiaro che si andrà verso una rimodulazione della misura per trovare un equilibrio tra la spesa, il numero dell’utenza e lo svolgimento del servizio. Ad esempio, si punterà ad avere prezzi scontati per i posti di prima classe, venduti comunque tramite la Carta tutto treno a prezzi stracciati ma che la Regione, poi, va a pagare quasi a prezzo pieno a Trenitalia. La Pisana è convinta, inoltre, di dare un servizio all’azienda di trasporti, andando anche a riempire treni meno utilizzati rispetto ai regionali come gli intercity o i freccia bianca. Allo studio anche la possibilità prevedere tariffe diverse in base all’isee. Tutte misure che verranno discusse giovedì 11 gennaio quanto Ghera e Trenitalia ridiscuteranno della misura.

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