L'EMERGENZA

Contro i cinghiali serve un piano serio, il comandante della polizia provinciale: "Prendere provvedimenti forti"

Il comandante della polizia provinciale, Valentino Gasparri, interviene sul tema caldo per l'amministrazione Frontini

I cinghiali, e la loro sempre più costante presenza nel tessuto urbano, rappresentano una vera e propria emergenza a cui le istituzioni stanno cercando di porre rimedio. Sui social non passa giorno in cui i video dei cittadini che riprendono gli animali a spasso per la città, diventino virali. Inizialmente le aree interessate erano quelle adiacenti alla riserva dell'Arcionello, Murialdo e Cappuccini su tutti, ma come si è potuto constatare dai recenti incontri ravvicinati, nelle ultime settimane i suidi si sono spinti nei quartieri più centrali.

Gli animali portano con sé due principali problemi: sicurezza e decoro. Anche se oramai abituati agli umani, rimangono un pericolo soprattutto nel caso di esemplari adulti con a seguito le cucciolate. Come la natura ci insegna, sono queste le circostanze i cui i cinghiali sono più territoriali e pericolosi. Dal punto di vista del decoro invece le “scorribande” notturne e mattutine dei quadrupedi lasciano dietro di sé cestini divelti e immondizia sparsa per le strade.

Lo scorso ottobre, il consiglio comunale di Viterbo ha tenuto una seduta straordinaria per discutere il problema. Sono state proposte diverse iniziative, dalle più drastiche, come la caccia e l'abbattimento, a soluzioni più innovative, come l'uso di medicinali per ridurre la fertilità dei cinghiali. Tuttavia, dopo questa discussione, il tema sembra essere stato accantonato, lasciando la polizia provinciale a gestire l'emergenza quotidiana.

Esiste una normativa specifica che riguarda le aree protette come l'Arcionello, dove non si può cacciare. Recentemente, la Regione Lazio ha introdotto piani per il controllo dei cinghiali, ma le risorse e il personale a disposizione sono insufficienti. Quindi, come altro impulso per trovare rimedio al problema, il governo Meloni ha modificato la regolamentazione per la caccia e la gestione delle aree agro-silvo-pastorali, dando ai sindaci più poteri e strumenti per le catture e gli abbattimenti.

Interpellato sul tema il comandante della polizia provinciale, Valentino Gasparri, ha sottolineato l'importanza di interventi coordinati e risolutivi. Con il consigliere Nunzi, delegato dell'amministrazione Frontini alla problematica, hanno discusso della necessità di intervenire sui terreni incolti che favoriscono la presenza dei cinghiali, ma le soluzioni proposte spesso incontrano la resistenza dei cittadini. Ora si sta cercando, tramite un tavolo con l'Università della Tuscia, di risolvere la questione, ma non è stata invitata la polizia provinciale, ente che per legge deve intervenire sulla tematica. Gasparri ha ribadito che il problema dei cinghiali è nazionale e richiede provvedimenti forti, poiché questi animali rappresentano un pericolo per la popolazione, in particolare per i più vulnerabili e per chi possiede animali domestici. Umani e cinghiali non sono fatti per vivere insieme.

L'emergenza è esplosa con la pandemia. Le città vuote hanno rappresentato un nuovo habitat confortevole per i suidi. Come ha spiegato Gasparri, in questi mesi sono stati tanti gli interventi della polizia provinciale, a sostegno di quella locale e dei cittadini, per allontanare gli animali dal centro abitato. Ma non si può continuare solo con interventi eccezionali, il Comune di Viterbo deve mettere in piedi un piano serio, attivandolo senza fare “scaricabarile”, prendendosi le responsabilità, anche nel caso di scelte impopolari.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Contro i cinghiali serve un piano serio, il comandante della polizia provinciale: "Prendere provvedimenti forti"
ViterboToday è in caricamento