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Sabato, 13 Aprile 2024
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Scuola, via libera al dimensionamento: nella Tuscia salta un istituto

Entro fine dicembre l'accordo su quale sede andrà assorbita. Nel 2027 ci saranno 53 scuole in meno in tutto il Lazio

Le scuole con meno iscritti hanno le ore contate. La Regione Lazio, seguendo le indicazioni del ministero dell'Istruzione e del merito, ha approvato la delibera contenente le linee guida sulla programmazione della rete scolastica 2024/2025. In poche parole, il tanto temuto dimensionamento. Una riduzione di plessi che interesserà 53 istituzioni del Lazio: una a Viterbo e Latina, sette a Roma, tre a Frosinone e Rieti. 

La Regione taglia una sede scolastica nella Tuscia

L'iter, che inizierà il prossimo anno, si completerà gradualmente nel 2027 e nelle intenzioni della Pisana sarà il più indolore possibile. L'assessore alla scuola del Lazio, Giuseppe Schiboni, ha accolto l'ok alla delibera arrivato in giunta con grande soddisfazione: "Atto importantissimo – ha spiegato – frutto di un attento lavoro di concertazione con le sigle sindacali e le province. Ma soprattutto figlio di una battaglia politica importante che ci ha consentito di ridurre al minimo l’impatto nel Lazio del dimensionamento scolastico rispetto ai dettami del ministero". Nella Tuscia previsto intervento di riduzione in una sede scolastica.

Destino segnato per istituti sottodimensionati

La razionalizzazione riguarderà solo direzioni didattiche, istituti comprensivi e scuole secondarie di primo grado, non gli istituti tecnici professionali per i quali "non si ritiene opportuno adottare misure di dimensionamento né di accogliere richieste di nuovi indirizzi di studio per nessuna tipologia di istituto". Quindi non si chiude nulla, né si aprono nuove sedi o indirizzi. "Si prevede, inoltre, che, al fine di realizzare il riordino complessivo della rete - aggiunge l'assessore - venga avviato, già a partire da gennaio 2024, un lavoro di analisi territoriale mediante la convocazione di appositi tavoli tecnici di approfondimento e confronto". Per Schiboni "il principio ispiratore di queste linee guida - conclude - oltre alla concertazione e alla condivisione su cui sono state impostate, è quello di procedere ad accorpare gli istituti sottodimensionati, ponendo al primo posto le esigenze specifiche dei singoli territori provinciali e, in particolare, le criticità esistenti sotto il profilo orografico, della viabilità e, in senso più ampio, infrastrutturale".

Quando si conosceranno le scuole tagliate

Al momento quale sarà l'istituto comprensivo coinvolto dal dimensionamento nella provincia di Viterbo non è noto. A spiegare cosa succederà da qui alle prossime settimane è Cristina Costarelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi del Lazio: "Le scuole coinvolte si sapranno all'esito dei tavoli di incontro con i sindacati e saranno ufficializzati in un decreto regionale a fine dicembre - dichiara -. Saranno, questo quasi certamente, sedi che già non hanno né un dirigente né un Dsga, quindi sono in stato di reggenza perché già sottodimensionate. L'impatto dovrebbe essere relativo, anche se bisogna capire se queste scuole andranno interamente dentro altre istituzioni o se verranno suddivisi i plessi". 

Il Pd contro Rocca: "Tempi e modi sbagliati"

Per il Partito democratico quella di Schiboni è una "mannaia" sulle scuole del territorio. Eleonora Mattia, firmataria di una mozione contro il dimensionamento poi bocciata in consiglio, carica a testa bassa prima di tutto sul metodo: “Una mannaia annunciata nel fine settimana - accusa la dem - quando l’attenzione dell’opinione pubblica è più bassa. È davvero paradossale che, mentre nei giorni di lavoro del consiglio regionale la giunta Rocca sia ferma in un immobilismo che impedisce la discussione e l’attuazione di leggi e provvedimenti fondamentali per liberare risorse e norme per l’istruzione, la sanità e i servizi pubblici dei nostri territori, nel fine settimana invece magicamente si svegli per procedere con i tagli alla scuola". 

Rischio "classi-pollaio"

Dopodiché l'attacco è sui risultati che porteranno alla riduzione di 53 sedi scolastiche entro tre anni: “Preoccupano le ricadute non solo in termini occupazionali  - conclude Mattia - sul sistema scolastico regionale ma soprattutto quelle in termini di qualità della formazione, a giudicare dalla tabella riportata nella delibera sul ‘numero elevabile’ per classi di ordine e grado, che in alcuni casi può superare i 30 alunni per classe, da cui si evince l’aggravarsi del fenomeno delle cosiddetti ‘classi-pollaio’. La giunta Rocca ci ripensi, ritiri il provvedimento e investa invece nuove risorse a sostegno delle scuole del Lazio”.

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