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IL PIANO / Centro Storico

Piano di recupero del centro storico, se ne occupa la Sapienza: "Viterbo deve diventare luogo d'arte e cultura"

L'ateneo romano dovrà occuparsi di recuperare e risollevare il centro storico del capoluogo: siglato l'accordo con il Comune

Il piano per il recupero del centro storico è pronto a partire. L’amministrazione Frontini, infatti, ha recentemente approvato lo schema di protocollo tra il Comune e l’università La Sapienza di Roma. 

Le premesse sono importanti: “Viterbo ha le potenzialità per  diventare un luogo d’arte e di cultura”, si legge nella delibera. “L’apprezzabilità dell’unità potenziale, riferibile al centro storico, deriva in larga misura dalla corretta conservazione delle quinte sceniche, proprie dei diversi tessuti che costituiscono il paesaggio intra moenia nella convivenza tra manufatto pubblico e privato si realizza la leggibilità dell’urbano, la storia della civiltà ad essa riferibile, nonché le trasformazioni che hanno dato luogo all’attuale forma urbis e, pertanto, l’architettura presente nel centro storico risulta essere meritevole della medesima attenzione che la pubblica amministrazione deve riservare all'unità urbana, al fine di garantire comunque l’apprezzabilità della città nel suo insieme”.

Gli elementi peculiari rinvenibili all’interno del paesaggio “urbano” della città storica sono questi e da loro bisogna partire con il piano: “La ricchezza delle architetture afferenti il tessuto abitativo, di inestimabile pregio, e i manufatti portatori di istanza storica e artistica, in proprietà pubblica, che caratterizzano alcuni luoghi specifici del centro urbano. Oltre alle peculiarità dello ‘stato di fatto’, derivanti dal pregio storico-artistico del costruito, si affiancano i seguenti, ulteriori e specifici elementi di caratterizzazione, insiti nella configurazione strutturale del nucleo urbano e del relativo contesto di appartenenza: il tessuto della città storica non si rivela strutturalmente avulso alla permeabilità della componente natura. Nella ri-lettura del sistema dei “vuoti” si interpongono ampi ambiti interstiziali di discontinuità del tessuto urbanizzato (spazi aperti, assi viari, ecc.), possibili destinatari di interventi di rigenerazione e naturalizzazione paesaggistico-ambientale”.

Ma non può mancare una parentesi sul sistema della mobilità del centro storico: Rappresenta un potenziale ambito di connotazione urbana, nonché un’occasione per la connessione della medesima all’articolato sistema dei tre paesaggi che circoscrivono la Città dei Papi (Calanchi, rilievi dei Monti Cimini e Maremma). Il sistema della viabilità pedonale definisce uno specifico ambito strategico, sia in chiave commerciale che turistica. La cinta muraria, frontiera tra città di ieri e di oggi, costituisce anch’essa un macro- ambito strategico di relazione e connessione, da destinarsi a un’organica quanto contemporanea visione unitaria di insieme. Infine gli spazi della città tangibile sono, ad oggi, chiamati ad integrarsi ai sistemi di relazione e connessione intelligenti, alle reti Smart, in modo da restituire una visione inclusiva e attrattiva del Centro Storico” 

In realtà, il Comune, con deliberazione di giunta n.509 del 22/12/2015, aveva già approvato un primo schema di convenzione con l’Università degli Studi di Roma La Sapienza (con il Dipartimento di Architettura e Progetto cfr: DiAP), per definire i contenuti di un primo strumento programmatico di indirizzo urbanistico per il centro storico, meglio identificato come Masterplan. Il nuovo assetto del paesaggio urbano intra moenia deve essere sulla scorta delle linee programmatiche del Masterplan, dovendo essere quindi “tracciato secondo un percorso conciliatorio tra le ragioni della storia e quelle della modernità, in cui la rivitalizzazione degli ambiti risulti dall’integrazione e rilettura critico-interpretativa degli aspetti più conservativi, congiuntamente agli obiettivi di sostenibilità ambientale, mobilità e digitalizzazione, in un'ottica di modernizzazione dei centri storici contemporanei”. Un “Progetto Urbano” del centro storico cittadino, in sintesi, con alla base  una costruzione tecnico-scientifica e sociale di un disegno di città che non rappresenti esclusivamente un ambito di salvaguardia, bensì una valorizzazione di tutti gli aspetti.

Saranno anche riviste le analisi morfologiche e tematiche dei tessuti, del costruito e degli spazi aperti della città storica a cui si è tutt’ora vincolati dal “Piano Quadro dei Centri Sorici” (risalente al 1990), così da poter avere statistiche e dettagli aggiornati al presente. Nella ricerca di specifiche, qualificate e competenti professionalità, necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo l'assessorato all'Urbanistica ha contattato l'Università degli studi di Roma “La Sapienza”, e il DiAP per svolgere studi tecnici e scientifici, con riferimento a temi ben precisi.

Il primo riguarda la storia del territorio e della città con la rappresentazione e l'analisi dei tessuti urbani; il secondo lo studio e la conoscenza degli strumenti di piano, degli strumenti per l'analisi e la tutela dei valori paesaggistici e ambientali; il terzo l'analisi e la salvaguardia dei centri storici e la loro valorizzazione; il quarto le valutazioni ambientali e strategiche; il quinto la definizione di standard prestazionali per l'ambiente naturale e urbano, nonché per l'abitare e il costruire sostenibile; il sesto l'economia dello sviluppo locale; il settimo la divulgazione, attraverso i nuovi strumenti della comunicazione, del patrimonio artistico-architettonico e, infine, l’ottavo la progettazione per il recupero, il restauro, la ricostruzione del patrimonio storico. 

“Il contributo da parte del mondo della ricerca universitaria - spiega il Comune - si pone in continuità con i contenuti già espressi dal medesimo Dipartimento nel primo strumento programmatico di indirizzo urbanistico per il centro storico, menzionato nelle premesse e identificato come Masterplan”. Inoltre, durante gli incontri e le riunioni preliminari, tenutisi con rappresentanti del Dipartimento di “Architettura e Progetto” (DiAP) dell'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, questi hanno rappresentato la propria disponibilità a partecipare attivamente all'attività tecnico-scientifica di supporto alla redazione del Piano di Recupero del Centro Storico in oggetto. Fase che, secondo i tecnici, dovrebbe avere una durata prevista di 24 mesi, a fronte di una partecipazione economica dell’amministrazione comunale per una somma complessiva di 60mila euro.

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