rotate-mobile
DE PROFUNDIS

Il rilancio di Francigena è un flop: farmacie e autobus in grave perdita, incassi solo dai parcheggi

Dati horror dal rendiconto aziendale 2023: solo 800 biglietti staccati in un anno e 80mila euro di deficit nelle farmacie

Il piano di rilancio di Francigena, per il momento, stenta a decollare. Anzi, resta ben incollato al suolo. A riportare l’amministrazione con i piedi per terra è il rendiconto aziendale 2023, che evidenzia le gravi falle economiche ma soprattutto strutturali della società partecipata dal Comune di Viterbo. In consiglio comunale, l’amministratore unico Elisabetta Ferrari ha fatto un check-up dell’anno che si è chiuso tre mesi fa, tirando le somme.

Certo, il rendiconto non è a tutti gli effetti un bilancio certificato ma è senz’altro utile nel fungere da “termometro” per comprendere quale sia lo stato di salute dei conti aziendali. E, da esso, si possono trarre delle informazioni fondamentali. Secondo quanto reso pubblico da Ferrari, le uniche sfere d’azione in cui Francigena non va in negativo sono due: parcheggi e scuolabus. Il resto un de profundis. I ticket per le strisce blu rappresentano la principale fonte d’incasso per la società, segnando anche un +30% rispetto al 2022. Questo è il frutto di una serie di azioni portate avanti dalla giunta Frontini: in primis l’aumento delle tariffe, raddoppiate sia per i parcheggi dentro che per quelli fuori le mura, poi l’incremento dei controlli tramite assunzione di nuovo personale e il nuovo sistema di videosorveglianza. E, in futuro, gli incassi dovrebbero aumentare grazie ai nuovi sistemi di pagamento in alcuni parcheggi a cominciare da quello del Sacrario. Sul fronte scuolabus, invece, i profitti sono schizzati alle stelle, registrando un tondo +101%. È questo, sostanzialmente, il settore su cui il Comune ha investito di più, elaborando una strategia basata sul rinnovo della flotta e sull’aumento delle corse a disposizione che, a quanto pare, si è rivelata vincente.

Queste le note positive, poi ci sono quelle negative. Molto negative, stando ai dati. Se sugli scuolabus l’amministrazione può dirsi soddisfatta, lo stesso non vale sul trasporto pubblico locale. A fronte di un plus legato al chilometraggio percorso dai bus arancioni, i biglietti staccati in un anno intero sono stati soltanto 800. Numeri in linea per le città medio-piccole come Viterbo, non fosse per il fatto che la giunta Frontini punta con forza sulla mobilità sostenibile e, dunque, era lecito aspettarsi qualcosina in più. Evidentemente è mancata una visione, un’idea di come poter incoraggiare i viterbesi a utilizzare i bus. La sostituzione di alcuni mezzi, quelli usurati e vetusti, è cominciata da poco meno di due anni ma alcuni suggeriscono di ripensare le linee di trasporto, in molti casi composte da tratti troppo lunghi e scomodi. In questo, la Tps Pro, società bolognese che sta redigendo il Pums, sarà certamente di aiuto.

Francigena sprofonda sulle farmacie, un asset che doveva essere strategico per le casse societarie e invece si sta rivelando un clamoroso buco dal quale continuano a fuoriuscire perdite importanti. Secondo il rendiconto, le due farmacie di proprietà - quella a Santa Barbara e quella della Quercia - hanno subito un meno 75mila euro a testa. Dati shock se si pensa che il resto delle farmacie viterbesi private, invece, fatturano e registrano utili per migliaia di euro. Nel settore farmaceutico, Francigena è letteralmente un pesce fuor d’acqua. L’Au Ferrari non nasconde l’imbarazzo e addossa le colpe di questo flop all’influenza, che non avrebbe interessato l’autunno 2023 ma l’inverno 2024. Una spiegazione abbastanza superficiale, considerando che il giro d’affari di una farmacia non verte solamente sulla vendita farmaci anti-influenzali. Guardando ai conti, è assai più probabile che a causare l’emorragia siano i costi del personale, che per stessa ammissione della Ferrari sono più alti del doppio rispetto a quelli del settore privato. Inoltre, di fronte a perdite di questo genere, Francigena andrà anche ad aprire una terza farmacia al Riello in un locale in affitto, visto che l’ipotesi di acquistarlo per 230mila euro è stata definitivamente accantonata. Il rischio è che l’operazione possa far aumentare le perdite, andando a compromettere il bilancio. E, infatti, non è da escludere che alla fine di quest’anno non venga deciso di chiudere il business e vendere le farmacie, sempre che esista qualcuno disponibile a rilevarle.

Le reazioni della minoranza sono state tutte dello stesso tenore. Alvaro Ricci, del Pd, esorta Frontini e i suoi a investire meglio gli introiti dei parcheggi: “Si potrebbe pensare a dei bonus per chi acquista i ticket delle strisce blu, a ogni tot dare in omaggio un biglietto dell’autobus”. Laura Allegrini di Fratelli d’Italia, invece, critica la scelta di aumentare le tariffe dei parcheggi e il sistema scuolabus: “Non è una mossa strategica. Il bando per i 13 nuovi scuolabus è andato deserto”. Infine Luisa Ciambella, della Lista Rocca, parla delle farmacie e stronca il piano di rilancio: “C’erano aspettative molto più alte, abbiamo fatto una pessima figura sul concorso per i nuovi farmacisti. Il piano di rilancio ad oggi lo pagano i cittadini coi parcheggi”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il rilancio di Francigena è un flop: farmacie e autobus in grave perdita, incassi solo dai parcheggi

ViterboToday è in caricamento