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Martedì, 21 Maggio 2024
PNRR E PROSPETTIVE

L'altra faccia del Pnrr: ai dipendenti comunali il 2% dell'importo dei lavori. Il caso di Viterbo e i rischi

Cosa dice la legge e quale pericolo sta correndo la città: vedere diversi progetti, ma carenti dal punto di vista della qualità. Ecco cosa potrebbe succedere

Se c’è un qualcosa su cui l’amministrazione Frontini sta puntando fortissimo è sicuramente il Pnrr. In appena un anno e mezzo di governo, la giunta ha bandito praticamente tutte le gare relative ai progetti per un totale che sfiora i 60 milioni di euro, ai quali andranno poi aggiunti i 9 milioni per il Giubileo. In totale, tra bonus, Pinqua e Fesr, si sfiorano gli 80 milioni di euro. Una cifra astronomica che Viterbo, probabilmente, non vede dai tempi del piano Marshall. Questa cascata di contributi, secondo i frontiniani e gli ottimisti, sarà utile a rivoluzionare il volto della città. Una grossa e ambiziosa aspettativa che, tuttavia, potrebbe rimanere vittima, anche inconsapevolmente, di un meccanismo che rende il Comune sempre più simile a uno studio privato, dove l’importante è accaparrarsi i fondi e la qualità dei progetti non è più l’aspetto primario. 

Il tallone d’Achille di tutta la sovrastruttura che gestisce il Pnrr viterbese è rappresentato dalla norma "speciale" dell'articolo 8, comma 5, del d.l. 13/2023 (convertito in legge 41/2023), che regola gli incentivi dei dipendenti degli enti locali. Per i meno avvezzi, parliamo della retribuzione prevista per le funzioni tecniche dei dipendenti comunali, i cosiddetti “incentivi per le funzioni tecniche”. Questi bonus rappresentano il 2% dell’importo dei lavori, dei servizi e delle forniture posti a base di gara. Per fare un esempio, nel caso di Viterbo, quando un progetto viene affidato per un milione l’incentivo è di 20mila euro.

E dove vanno a finire questi soldi? Del 2% previsto, l’80% è ripartito tra il Rup (Responsabile unico del progetto) e tutti i soggetti che svolgono appunto le funzioni tecniche, compresi eventuali loro collaboratori. Gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione comunale. A decidere a chi corrispondere le somme è il dirigente o il responsabile di servizio in accordo con il Rup. C’è però un tetto massimo fissato dal nuovo codice degli appalti, nel quale è precisato che l’incentivo complessivo massimo annuo non può essere superiore al 100% dell’importo lordo annuo dello stesso dipendente. Per rendere l’idea, se un dirigente o un funzionario prendono 20mila o 40mila euro l’anno, non possono percepire più di quella cifra sotto forma di surplus. Il restante 20% può invece essere utilizzato per acquisti di beni, strumenti e servizi oppure per tirocini formativi. 

Ma torniamo a calarci nella realtà nostrana, in una città che, via via, sta prendendo confidenza con i cantieri targati Pnrr. Finora Chiara Frontini e la sua squadra di governo si sono mossi oggettivamente bene, riuscendo a bandire quasi il 100% dei progetti. Difatti, Viterbo è uno dei pochi comuni che non restituirà i soldi concessi allo stato dall’Unione europea. Questo perché, ed è stato lo stesso sindaco a dirlo, la messa a terra del programma finanziato con il Pnrr è priorità assoluta dell’amministrazione. Frontini, sotto questo punto di vista, è una specialista, essendo esperta di Europrogettazione. E l’assessore al quale ha dato l’arduo compito di seguire insieme a lei l’iter burocratico di ogni singolo elaborato è l'architetto Emanuele Aronne. Sembrerebbero esserci quindi tutti i presupposti affinché le cose vadano a gonfie vele, ma c’è qualcosa che potrebbe scalfire questa organizzazione ad oggi quasi impeccabile.

Il rischio è rappresentato proprio dal sistema dei bonus ai funzionari comunali, che potrebbe innescare ragionamenti controproducenti a discapito della qualità dei lavori che poi saranno presentati ai cittadini. Col Pnrr, come detto, sono arrivati circa 80 milioni, 160mila euro andranno ai fondi per i dipendenti che lavorano ai progetti e ai dirigenti. L’amministrazione per ora ha preso il maggior numero di finanziamenti possibili, distribuendo quindi gli incentivi, però potrebbe venire a mancare un’idea di città. Pensiamo ad esempio alla pista ciclabile, alla passeggiata ecologica o ai primi cantieri partiti, quelli di piazza del Comune, via Roma e via Matteotti: secondo alcuni esperti di urbanistica, ma anche molti semplici osservatori, presenterebbero delle incompletezze e alcune sbavature. Abbiamo tutti negli occhi le curve bizzarre della ciclabile, sulla quale la macchina amministrativa punta molto. Il pericolo è che, anche inconsapevolmente o in assoluta buona fede, com’è senz’altro in questa specifica circostanza, vengano partorite opere "difettate".

Gli uffici pubblici, nei fatti, stanno lavorando in maniera simile a quelli privati o a quelli professionali. Quando, in realtà, il Comune dovrebbe essere un vigile supervisore. Prima del Pnrr, i progetti seguivano percorsi molto diversi, dove il Comune concordava uno schema di massima e poi affidava a esterni. Ora, invece, tutto viene fatto direttamente in casa con l’ufficio speciale, istituito nel 2021 dall’allora sindaco Giovanni Arena. È l’ufficio a prendere incarico dal ministero o, tramite questo, dall’Ue, creando e gestendo i progetti. Esattamente quello che fanno i professionisti del mondo dell’architettura e dell’urbanistica. 

Vedendola da un’inquadratura pessimistica, il Comune potrebbe farsi ammaliare dalla una sfrenata rincorsa ai fondi, dovendo prestare comunque la massima attenzione alla rendicontazione e andando così a rinunciare a quella che dovrebbe essere la sua vera funzione: rendere la città partecipe del cambiamento. Ammesso e non concesso che questa mutazione avvenga. C’è da dire che anche le procedure del Pnrr penalizzano progettazione di qualità, visto che è richiesta più che altro un’idea, una visione. Già coinvolgendo maggiormente gli ordini professionali o anche le stesse commissioni comunali, come quella urbanistica, oltre a tutti gli altri portatori d’interesse locali, questa deriva potrebbe essere evitata al 100%. Sia ben chiaro: Frontini e Aronne sanno meglio di chiunque altro quel che stanno facendo. Quel che diversi cittadini ed esperti chiedono è di essere coinvolti.

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