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Venerdì, 24 Maggio 2024
PRIMO MAGGIO

Primo maggio, Uil Viterbo: "La festa dei lavoratori all'ombra della poca sicurezza, della sanità al collasso e del precariato"

Turchetti: "Il bonus del governo di Giorgia Meloni è solo una mancetta con cui si può comprare al massimo un chilo di parmigiano, un chilo di carne è una bottiglia d’olio"

“Primo maggio, festa dei lavoratori, primo maggio, giornata di mobilitazione contro le morti sul lavoro e per la sicurezza, per retribuzioni giuste ed eque, per una sanità pubblica e contro il precariato”. A dichiararlo è il segretario generale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti. 

“Sono questi i temi più urgenti: sicurezza, retribuzioni, sanità e precariato. Sul fronte retribuzioni, il bonus del governo di Giorgia Meloni è solo una mancetta, che esclude pure chi non ha figli o è pensionato - spiega Turchetti -. Per accedere infatti al bonus di 100 euro bisogna avere una busta paga fino a 28 mila euro e almeno un figlio. Non solo, ma 100 euro sono lordi. Al netto si tratta infatti di 65 euro. Soldi con cui si può comprare al massimo un chilo di parmigiano, un chilo di carne è una bottiglia d’olio. Questo è ciò che il governo Meloni dà alle famiglie italiane. Va poi considerato che il 70% delle imprese italiane lavorano sul mercato interno. Se non si fanno ripartire i consumi, si affossano anche le aziende, con tutte le conseguenze sul piano occupazionale. Non si può andare avanti con i bonus, servono invece riforme strutturali”. 

Sicurezza

“Per quanto riguarda la sicurezza - continua Turchetti -, la situazione è tragica. Tre le persone che in media muoiono sui posti di lavoro. Servono più ispettori e serve che chi manomette i macchinari sia accusato di omicidio sul lavoro e non possa più, in alcun modo, partecipare ai bandi pubblici. Serve poi più formazione, sia per i lavoratori, sia per le aziende”.

Salute

“Salute - aggiunge il segretario della Uil -. La sanità italiana è semplicemente al collasso. Le prestazioni non sono più garantite e il fatto che una visita venga fissata a mesi di distanza dalla richiesta fatta da un cittadino spinge quest’ultimo verso il privato oppure a scegliere di non curarsi affatto. In Italia mancano 30 mila medici, 80 mila infermieri e 70 mila operatori sociosanitari”. 

Precariato

“Infine i precari - conclude Giancarlo Turchetti -. Bisogna fare come in Spagna. Bisogna assiemere solo a tempo indeterminato con i contratti a tempo determinato limitati a casi specifici e particolari. In Spagna hanno fatto questa scelta e gli effetti sull’occupazione sono stati più che positivi”.

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