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Martedì, 21 Maggio 2024
VITERBO NEL METAVERSO

I monumenti viterbesi sbarcano nel metaverso: scan tridimensionali per andare “oltre la pietra”

I monumenti viterbesi in 3D saranno caricati su una piattaforma per essere poi esportati su internet

Chiostri, sculture, edifici storiche, chiese e chi più ne ha più ne metta. Il ricchissimo patrimonio culturale viterbese si digitalizza e sbarca nel metaverso, la realtà virtuale. Oggi pomeriggio, presso la sala regia di Palazzo dei Priori, è stato presentato il progetto “Oltre la pietra”, fortemente voluto dall'amministrazione comunale e da Archeoares, la società che gestisce le strutture museali del capoluogo. L’obiettivo è proprio quello di andare oltre la pietra, puntando tutto sulla valorizzazione del patrimonio monumentale, storico, artistico e culturale della città di Viterbo attraverso un'accurata opera di digitalizzazione.

All’evento hanno partecipato, oltre alla sindaca Chiara Frontini e all'assessore alla cultura e all'educazione Alfonso Antoniozzi per il Comune di Viterbo, ente che ha finanziato il progetto, anche Saverio Malatesta del Centro di ricerca DIGILAB della Sapienza Università di Roma e Gianpaolo Serone, socio fondatore di Archeoares. Presenti anche i rappresentanti istituzionali degli altri enti che lo hanno sostenuto: la Prefettura di Viterbo, il Dicastero Vaticano della Cultura e dell'Educazione, la Direzione Regionale dei Musei del Lazio, la Provincia di Viterbo, la Diocesi di Viterbo, la Fondazione Carivit, l’Università degli Studi della Tuscia e Musei di Viterbo (MUVI).

I monumenti viterbesi in 3D nel metaverso: le immagini della digitalizzazione

“Questo progetto - ha spiegato il sindafo Frontini - guarda alle future generazioni. La valorizzazione turistica e culturale fa parte del nostro progetto di sviluppo, farlo attraverso nuove tecnologie fa sì che siamo in grado moltiplicare le possibilità che questa bellezza possa essere valorizzata al massimo delle sue potenzialità. Vogliamo andare verso il policentrismo degli spazi, creare luoghi di cultura in cui si possa vivere sia fisicamente che virtualmente”. Per le operazioni sono state utilizzate tecnologie moderne che non hanno alcun impatto sull’architettura e, all’interno del progetto, rientrano anche gli edifici del Fec (fondo edifici di culto) come chiese, monasteri e altre strutture presenti sia in centro storico che fuori dalle mura. 

Chiaramente è tutto incentrato sull’acquisizione digitale dei beni monumentali. “Acquisire questi dati - ha spiegato Alfonso Antoniozzi - ci consente di prenderci cura una volta per tutte del nostro tesoro materiale e immateriale per inventare anche visite virtuali”.

Gli aspetti tecnologici sono stati spiegati dal professor Saverio Malatesta: “Finora abbiamo rilevato otto edifici, ma quando si parla di scansioni laser non ci si ferma al singolo edificio perché viene acquisita buona parte della città. Quando viene digitalizzato un luogo o un’informazione, lo possiamo utilizzare in diversi modi per declinare al meglio la funzione che quel bene deve avere. All’inizio credevamo che fare una cosa del genere a Viterbo fosse folle oltre nucleo storico acquisito due elementi in periferia”. Gli otto luoghi digitalizzati al momento sono Palazzo dei Priori, Palazzo dei Papi, la chiesa di santa Maria della Verità, la chiesa di santa Maria nuova,  l’abbazia di san Martino al Cimino, la basilica di san Francesco alla Rocca e la basilica di santa Maria della Quercia.

“Parliamo di migliaia di fotografie e di centinaia di scansioni. Potremo organizzare tour virtuali per scoprire da qualunque parte, sia utilizzando visori che cellulari, in maniera immersiva una serie di elementi che altrimenti passerebbero inosservati. Vengono acquisite non solo le caratteristiche degli edifici in se ma anche quelle dell’ambiente nelle vicinanze come, ad esempio, in piazza San Lorenzo”. Malatesta prosegue addentrandosi in suggestivi scenari: “Dalle colonne all’affresco, ogni parte delle strutture sarà interattiva e ci sarà la possibilità di poter interagire anche con gli altri utenti virtuali”. C’è la possibilità anche di utilizzare la tecnologia HBIM: “Si tratta della modellazione informattizata e informativa degli edifici legati al patrimonio culturale. Permette studi che il 3D non è in grado di fare”.

Inoltre, Con l’ausilio di droni sarà possibile pure la ricostruzione tridimensionale dei quartieri  e della città per la fruizione in modalità realtà aumentata (AR) o visione immersiva (VR). L’assessore Antoniozzi si è appellato a potenziali investitori: “I privati possono dare il loro contributo a questo progetto, mi auguro vogliano farlo”. 

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