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LA MANIFESTAZIONE

Centro istruzione adulti, studenti in piazza contro il Comune: "A scuola fa freddo, preferiamo fare lezione all'aperto" | FOTO

Termosifoni guasti e aule al gelo, decine di alunni del Cpia manifestano contro l'amministrazione comunale

Decine di studenti del Cpia, il Centro provinciale istruzione degli adulti, stamani sono scesi in piazza, sotto alla sede del Comune, per manifestare contro l'amministrazione comunale. Sono per la maggiore migranti di varia etnia: senegalesi, nigeriani, indiani, marocchini, cingalesi, ma anche ucraini, albanesi e romeni. Insieme a loro i docenti dei corsi. Le motivazioni della protesta sono le condizioni in cui sono costretti, dall'inizio dell'anno, a svolgere le lezioni, in aule gelide, e il secondo è lo sfratto comunicato dalla Provincia.

Il Cpia corrisponde alle ex scuole serali, è un istituto di formazione paragonabile alle scuole medie. I problemi sono di due tipi: in primis la caldaia rotta, che li obbliga a fare lezione indossando guanti, cappotti, sciarpe e utilizzando stufette elettriche per scaldarsi. Il secondo, invece, è lo sfratto comunicato dalla Provincia. Da quel che risulta, il motivo del guasto al riscaldamento sarebbe la rottura di un bruciatore, che necessita un pezzo di ricambio. Ad oggi, però, l'intervento atteso non è ancora arrivato.

GALLERY | Protesta Cpia in piazza del Comune

Oggi il Cpia si trova in via Saffi, proprio davanti a palazzo Gentili, sede della Provincia. I locali sono di proprietà dell'ente provinciale, ma la competenza della scuola è del Comune di Viterbo. Pertanto, la soluzione deve trovarla l'amministrazione comunale. Sulla questione relativa ai corsi e alla sede che dovrà ospitare gli stessi, l'assessore Alfonso Antoniozzi e la consigliera delegata ai rapporti con le scuole Rosanna Giliberto hanno dichiarato: “Essendosi reso necessario l'immediato trasferimento dell'istituto per via dei recenti disagi dovuti all'impianto di riscaldamento della sede messa a disposizione dell'amministrazione provinciale, non più tardi di giovedì pomeriggio si è svolto un incontro con la dirigenza del Cpia per individuare una soluzione, necessariamente temporanea, per poter garantire la prosecuzione delle attività fino a chiusura dell'anno scolastico in corso. Tale soluzione, che all'atto della predisposizione di questa nota mette in sicurezza le ore di lezione pomeridiana e le attività di carattere amministrativo della scuola, è stata individuata grazie alla preziosa collaborazione della dottoressa Pieragostini, dirigente dell'istituto De Amicis, e di concerto con l'amministrazione provinciale e con la prefettura di Viterbo. È dunque possibile, per i corsi pomeridiani, mettere in atto un trasferimento immediato".

La Provincia, come detto, ha comunicato lo sfratto dai locali, che dovranno essere liberati. Delle procedure deve occuparsene il Comune, che deve garantire la possibilità di fare lezioni sia la mattina che il pomeriggio. Ma anche l'unità amministrativa, perché la segreteria didattica deve stare dove di svolgono le lezioni in quanto la maggior parte degli studenti non conosce l'italiano e ha bisogno di imparare la lingua per il permesso di soggiorno e lavorare. L'assessore Antoniozzi ha incontrato i manifestanti per rassicurarli, sostenendo che la giunta Frontini sia al lavoro per trovare una soluzione.

Anche Arci Viterbo ha aderito al presidio degli studenti del CPIA Giuseppe Foti di questa mattina. "Ci uniamo a studenti e docenti del CPIA nel chiedere che sia assegnata al Centro una sede dove tutte le lezioni e le attività, sia pomeridiane che mattutine possano essere svolte in modo dignitoso - ha fatto sapere Arci - il diritto all’istruzione è un diritto fondamentale per uno stato democratico e deve essere garantito a tutte le persone".

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