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MALUMORI IN CENTRO / Centro Storico

San Pellegrino, i residenti: "Qui strade buie, dissestate e con toppe di catrame. Infiltrazioni a palazzo degli Alessandri"

Il comitato del quartiere medioevale si dice deluso dai pochi interventi pensati dal Comune: "Bene il medioevo come tema della candidatura a capitale europea della cultura, ma non basta"

Il malcontento serpeggia tra gli abitanti di San Pellegrino. Lo storico quartiere medievale nel cuore della città è da sempre una delle principali attrazioni turistiche del capoluogo ma, stavolta, c’è chi si lamenta della scarsa attenzione riservata nei suoi confronti dal Comune. È il caso del comitato dei residenti San Pellegrino che ha preso posizione nei giorni scorsi parlando proprio dei pochi investimenti pensati dall’amministrazione comunale, nonostante di fondi disponibili, grazie al Pnrr, ce ne fossero diversi. 

“Chi ama San Pellegrino – scrive il comitato - ha appreso con piacere la notizia che il tema scelto per la candidatura di Viterbo a capitale europea della cultura è il Medioevo. Infatti, il nostro quartiere è la testimonianza più significativa del medioevo viterbese, periodo in cui la città si diede istituzioni comunali e fu protagonista di eventi importanti. Leggiamo però una certa contraddizione tra questa decisione e le scelte sottese all’azione amministrativa della attuale giunta”. A un anno dal suo insediamento, secondo il gruppo, l’amministrazione Frontini non ha espresso “alcuna volontà né interesse alla riqualificazione del quartiere”. 

“Dei circa ottanta milioni di euro che l’amministrazione destina a interventi nel centro storico – prosegue la nota - nessuno o quasi riguarda il nostro quartiere. Un’occasione mancata, perché difficilmente la città potrà disporre in futuro di risorse così consistenti”. Gli interventi previsti sono solo due: la ristrutturazione della chiesa di Sant’Orsola e il recupero della Zaffera. “Il primo – afferma il comitato - era già previsto nei vecchi progetti della precedente amministrazione Arena, atto irrimandabile dato lo stato di deterioramento della chiesa. Bene il recupero della struttura della Zaffera, che diventerà un centro multimediale a uso degli studenti universitari, utilizzo perfettamente in linea con l’obiettivo di fare del centro storico una sorta di ‘enclave’ universitaria e insieme una location di strutture turistiche”. A questo proposito, però, l’associazione fa notare un dettaglio: “C’è da segnalare che non vengono mai reinvestiti nel quartiere gli introiti della tassa di soggiorno delle ormai numerose strutture di accoglienza e neanche quelli prodotti dall’occupazione del suolo pubblico e dei set cinematografici. Di fatto il quartiere San Pellegrino non è il destinatario di alcun intervento strutturale di rilievo”.

Questo nonostante le numerose criticità elencate dal comitato: “Il piano stradale è dissestato e in alcuni punti pericoloso. Diverse persone si sono infortunate per questo: turisti e residenti. La rete fognaria richiede un’urgente revisione, si segnalano infiltrazioni d’acqua in molti edifici, perfino nel seminterrato del palazzo degli Alessandri, la cui stabilità potrebbe essere messa a rischio. Continuano interventi incongrui, sia da parte di privati che dell’amministrazione, come toppe di catrame tra i lastroni di peperino o nuovi fili elettrici volanti sulle facciate, e l’illuminazione è insufficiente specie nei vicoli.  E che dire del palazzo di Donna Olimpia, da anni transennato? Un ‘benvenuto’ non certo edificante per tutti i visitatori e turisti che entrano in città dalla stazione e dal parcheggio delle Fortezze”.

“Nel programma del movimento civico Viterbo 2020 – insiste il comitato San Pellegrino - figurava una inversione di tendenza rispetto alle vecchie amministrazioni e una nuova visione della città, che oggi però si concretizza in una serie di interventi, tutti senz’altro interessanti e utili, ma non rispondenti a un piano organico di sviluppo. Anzi, si ripropone il vecchio modello: un centro, e soprattutto San Pellegrino, come in passato teatro di eventi effimeri, una sorta di luna park cittadino, luogo della movida e della ristorazione, location di set cinematografici, sede di ormai numerosissimi b&b per turisti”. Dal punto di vista dei residenti, si era parlato di tutt’altre prospettive: “Riportare i residenti nel centro, cercando di rendere loro la vita, dove possibile, meno difficile. Dove sono i parcheggi per i residenti? Quei pochi che esistevano in passato sono stati fagocitati dai dehors dei numerosi locali o sono diventati parcheggi a pagamento, per lo più occupati da non residenti. I negozi di prossimità sono quasi del tutto scomparsi, gli spazi pubblici sempre più ridotti”.

Nel frattempo, i residenti, di fronte alle difficoltà crescenti, continuano ad abbandonare il centro: “Le periferie crescono in modo disordinato, dove l’alto consumo di suolo contraddice le emergenze poste dai rischi ambientali. Per di più la recente approvazione del ‘Piano di monetizzazione degli standard urbanistici’ costituisce un incentivo a realizzare nuove costruzioni fuori dal centro storico rendendo meno appetibili le ristrutturazioni nel centro, dove esistono maggiori restrizioni”. Uno scenario antitetico rispetto a quello pensato dal comitato, che invece vorrebbe incentivare il ripopolamento da parte di residenti stabili, creare un equilibrio tra turismo e residenzialità, dare vita a luoghi di aggregazione e di cultura, ricreare i presupposti perché i borghi antichi conservino o riconquistino il fascino di luoghi vivi e vissuti e non si trasformino in finte quinte teatrali. “Noi residenti del quartiere San Pellegrino – concludono - aspettiamo sempre un segnale, che ci convinca che la nostra analisi è sbagliata”.

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