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Lunedì, 26 Febbraio 2024
ARRIVA IL PUMS

Il progetto per la mobilità sostenibile parte da San Lazzaro

Sarà una società perugina a gettare le basi per la mobilità futura di tutti i viterbesi: ecco cosa prevede il Pums

In questi giorni di traffico intenso, la mobilità è tornata ad essere un tema d’attualità. Di fronte alle code chilometriche di auto, impalate dai cantieri Pnrr sparsi in città, c’è chi si chiede se non sia arrivata l’ora, per Viterbo, di cambiare qualcosa. E questo “qualcosa” sembrerebbe essere pronto a prendere forma tramite la volontà dell’amministrazione Frontini, che ha incaricato una società di Perugia di progettare il tanto atteso Pums, piano urbano della mobilità sostenibile, di cui ad oggi la città è sprovvista, al pari del piano del traffico.

La prima zona che sarà posta sotto la lente d’ingrandimento è quella di San Lazzaro, che presenta diverse criticità dal punto di vista del traffico. Il Comune non ha ancora deciso se togliere o meno la rotatoria della discordia, quella tra il cimitero e il parco commerciale, ma è allo studio una soluzione che potrebbe alleviare il transito sul quadrante nord. La progettazione dell’asse viario Poggino-Fiera, ormai, è in dirittura di arrivo, con una strada parallela alla Cassia che alleggerirà il traffico in entrata e in uscita senza passare dalla rotonda. Questo, dunque, il primo intervento, ma nel Pums ce ne saranno diversi.

Secondo le linee guida frontiniane, approvate dalla giunta nel 2023, il piano urbano della mobilità sostenibile dovrà contenere specifici obiettivi da perseguire. Anzitutto, “la progressiva e graduale estensione delle aree pedonali all’interno dei centri storici di Viterbo ed ex Comuni, al fine di agevolare la mobilità pedonale, migliorandone così la vivibilità e la fruibilità, anche delle aree commerciali”. Ma poi anche la riduzione degli accessi con auto privata alle aree monumentali della città grazie all’efficientamento “del sistema di TPL, con l’acquisto di nuovi autobus previsti dal Piano di Risanamento di Francigena, incentivi alla mobilità privata alternativa all’auto e con la realizzazione delle piste ciclabili, previste dai progetti PNRR”. Inoltre, come in molti chiedono, è prevista la “realizzazione di un sistema di parcheggi a ridosso delle mura, la cui funzionalità sarà principalmente indirizzata ai residenti e lavoratori del centro storico cittadino”. Per i turisti, invece, si parla di un sistema funzionale di parcheggi e snodi multimodali nella fascia periurbana dei quartieri di immediata prossimità alla cinta muraria”. 

Il Pums conterrà probabilmente degli incentivi al ripopolamento, da parte dei residenti, del centro storico cittadino, prevedendo misure ad hoc per migliorarne la qualità della vita compresa la possibilità di fruire di parcheggi nelle vicinanze dell’abitazione, ad esempio mettendo a disposizione dei tagliandi a tariffa agevolata nei limiti permessi dall’attuale disponibilità di stalli all’interno del centro storico e con la revisione del sistema dei permessi previsti per i residenti, attualmente strutturato in “settori” e che prevede la gratuità di parcheggio in alcune vie limitrofe alla residenza.

Il piatto forte, però, sono gli strumenti di fluidificazione del traffico nelle aree periferiche, con particolare attenzione al quadrante nord, per garantire sicurezza nella circolazione e incentivare al tempo stesso l’uso di mezzi pubblici e biciclette. Come farlo? Anzitutto partendo da azioni per la “riduzione dell’impatto del trasporto privato sui flussi di traffico attraverso l’ottimizzazione delle linee di trasporto pubblico, sistemi di gestione condivisa dei trasporti e utilizzo di mobilità alternativa all’auto, in primis il bike sharing”. C’è anche l’aspetto ambientale, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità ambientale e ridurre le emissioni di Co2, conformemente alla strategia del Green Deal Europeo 2050.

Ma all’interno di questo piano, quali elementi minimi necessari per la sua redazione, Frontini ha voluto introdurre i seguenti contenuti: “Revisione dei settori della Zona a Traffico Limitato (ZTL); revisione delle linee di trasporto pubblico locale (TPL); riorganizzazione del transito e della sosta dei ciclomotori e motocicli nel centro storico; classificazione funzionale delle strade e realizzazione degli interventi per la sicurezza stradale e moderazione della velocità (implementazione delle Zone 30 – Isole Ambientali); riorganizzazione di un piano di viabilità volto ad affrontare le criticità di traffico nelle zone in entrata della città; distribuzione delle merci nel centro storico, con la conversione ecologica verso i motori a zero emissioni; riequilibrio e potenziamento del sistema del trasporto pubblico locale (TPL) nelle direttrici nord e sud della città, definizione di corsie e/o sedi riservate, collegamento con i principali nodi di interscambio (parcheggi scambiatori); di perseguire le procedure per una partecipazione attiva dei cittadini alla formazione delle modalità operative di attuazione con un’attività di comunicazione preventiva e con l’istituzione di tavoli di concertazione con le categorie interessate”. Qualcosa, si puó dire, comincia a muoversi.

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