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IL REPORT

La qualità dell'aria è buona a Viterbo

I dati del rapporto Mal'aria di città di Legambiente. Nel capoluogo della Tuscia polveri sottili e biossido di azoto entro i limiti

"Buona la qualità dell'aria a Viterbo". È quanto emerge da Mal'aria di città 2024, il report di Legambiente sui giorni di superamento dei valori massimi quotidiani consentiti per le polveri sottili e le medie annue di biossido di azoto e che, inoltre, fornisce un confronto con gli obiettivi delle direttive europee sulla base dei dati raccolti in tutti i capoluoghi di provincia italiani.

Il rapporto definisce come "buona la qualità dell'aria ed entro i limiti attuali e previsti a Viterbo". Così come a Rieti. Per quanto riguarda il capoluogo della Tuscia, nel 2023 la media annuale di polveri sottili Pm10 e Pm2,5 è stata pari, rispettivamente, a 17 e 9 microgrammi per metro cubo di aria. Venti μg/mc, invece, quella di biossido di azoto.

"In considerazione della futura normativa sulla qualità dell'aria - si legge su Mal'aria di città 2024 -, in cui il limite del Pm2,5 si abbasserebbe a 10 μg/mc, ad oggi solo 14 città rispetterebbero tale soglia". E tra queste c'è Viterbo. "Tuttavia - aggiunge il report - nel 2023 nessuna città ha mostrato livelli di Pm2,5 al di sotto della soglia per la tutela della salute stabilita dall'Organizzazione mondiale della sanità a 5 μg/mc. Tale dato è particolarmente allarmante se si considerano gli effetti altamente negativi che tale inquinante ha sulla salute umana e sull'ambiente. Per questo motivo, è evidente la necessità da parte delle città di intervenire per abbassare il più possibile i livelli di Pm2,5".

Guardando al resto del Lazio, Frosinone, con 70 superamenti, è il peggior capoluogo d'Italia per numero di giorni di Pm10 oltre i limiti attuali (50 µg/mc). Roma, invece, è tra le otto città più inquinate per la media annua di biossido di azoto (No2), con 32 µg/mc. Secondo i dati di Legambiente, nella capitale è necessario abbattere il 37% di No2 per rientrare nei parametri che saranno da raggiungere entro il 2030. A Frosinone del 29% le Pm10 e del 33% le Pm2,5. Anche a Latina si dovrà lavorare per ridurre del 6% le Pm10.

"Il record negativo di Frosinone per le Pm10 e Roma tra le peggiori città per No2 - commenta il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi - è un grido di allarme incontrovertibile sulla salute della cittadinanza di tutto il Lazio. A questi parametri di qualità dell'aria pessima bisogna rispondere con politiche alte e forti. Si lavori tutti nella stessa direzione per abbattere il numero di vetture inquinanti, ridurre le emissioni da riscaldamenti a biomasse, scardinare lo strapotere delle automobili sulle strade cittadine con provvedimenti immediati e strutturali (da Città30 alla riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade per inquinamento), da una potente cura del ferro e un piano di rilancio del trasporto pubblico locale a una diffusione della micro e macro mobilità condivisa, dalla messa a bando dei Diesel per fermare il biossido di azoto a tutte le forme di sostegno per la diffusione di veicoli a emissioni zero".

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