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Sabato, 13 Aprile 2024
SOLIDARIETÀ

In 250 a cena per Sofia. Per la bimba con la malattia unica al mondo ora cucinano anche i minifacchini

Sabato la cena di solidarietà organizzata dal Sodalizio dei facchini per contribuire all'acquisto dell'esoscheletro che permetterà alla bambina di poter camminare. Altre iniziative anche ad aprile e maggio

In 250 a cena per Sofia, la bambina di 10 anni con una malattia unica al mondo. Un'iniziativa di solidarietà organizzata dal Sodalizio dei facchini di santa Rosa e a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente Massimo Mecarini e il capofacchino Sandro Rossi. La cena si è tenuta sabato 23 marzo nella sala polifunzionale della parrocchia Santa Maria delle Farine ed è stata preparata dagli amici del Sodalizio e servita dagli Harleysti di Viterbo chapter.

L'evento ha contribuito alla raccolta fondi per acquistare un esoscheletro meccanico per la piccola, che non riesce a camminare autonomamente. Ma le iniziative in favore di Sofia non finiscono qui. Ad aprile previsto un concerto benefico alla parrocchia Santa Maria della Grotticella e, il 20, un'altra cena di solidarietà: questa volta nella palestra della chiesa di Santa Barbara e sarà coordinata dal comitato festeggiamenti e da quello della minimacchina con il supporto dei gruppi parrocchiali giovanili e associativi.

A maggio, invece, camminata nel centro storico della città organizzata da Viterbo runners con gli esperti di Archeotuscia che accompagneranno in un'escursione alla scoperta di bellezze nascoste. Il 12 una mostra di pittura a cura del movimento artistico Freedart e dell'associazione Kyanos nel chiostro della chiesa della Trinità.

Tutte le iniziative sono state anticipate dalla consigliera comunale del Pd Francesca Sanna che sottolinea di aver trovato la "piena collaborazione della consigliera comunale Melania Perazzini".

L'esoscheletro di cui Sofia ha bisogno si chiama, tecnicamente, Trexo robotics ed è acquistabile solo in Canada. Ma la spesa non è indifferente. Per questo è stata aperta anche una raccolta fondi su GoFundMe dove, finora, sono stati raccolti quasi 6mila euro a fronte di un obiettivo di 40mila. La piccola vive a Viterbo con mamma Eviya, dove hanno trovato rifugio dall'Ucraina. Più precisamente dal Donbass, da dove sono venute via a causa dell'inizio del conflitto con la Russia nel 2014. È in Italia che i medici diagnosticano la patologia a Sofia. "Delezione del primo cromosoma - spiega la madre -. È un caso unico, perciò non ha un nome ma solamente un codice. Sofia ha un grave ritardo psicomotorio, però ha tutti sensi e tutte parte del corpo funzionano bene".

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