Sabato, 20 Luglio 2024
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Gloria, per Ascenzi addio con le "lacrime nel cuore. Sopra non c'è solo Rosa ma tutta la città"

Al teatro dell'Unione il raduno dei facchini e l'incontro con le autorità prima del giro delle sette chiese

Santa Rosa 2023, si alza il sipario sull'ultimo trasporto di Gloria. Al teatro dell'Unione il raduno dei facchini e l'incontro con le autorità cittadine prima del giorno delle sette chiese.

In piazza del Teatro saluti e abbracci. Poi tutti dentro. E il colpo d'occhio e notevole, con la platea prevalentemente bianca e rossa, il colore delle divise dei facchini.

Sul palco il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il capofacchino Sandro Rossi. Il primo tributo è per Rodolfo Morbidelli, fotografo del Sodalizio rimasto coinvolto in un recente incidente stradale e questa sera non potrà prendere al trasporto. "Nonostante tutto, oggi pomeriggio è qui - sottolinea Mecarini -. È esempio di amore, attaccamento, dedizione ed entusiasmo".

"Mai bianco è stato così spendendo - esordisce la sindaca Chiara Frontini -. In città c'è un clima di frizzantezza che mancava da tempo. Siamo orgogliosi di voi facchino e delle 25 ragazze entrate quest'anno nel Comitato centro storico".

Frontini ricorda i 10 anni del riconoscimento Unesco e i 45 anni del Sodalizio. "Da 10 anni la macchina non è solo patrimonio di Viterbo ma dell'intera umanità. La macchina e il trasporto sono emozione. Emozione che dobbiamo a Gloria, alle 25 ragazze, al riconoscimento Unesco e a noi viterbesi. Viterbo si merita un grande trasporto".

Il prefetto Antonio Cananà parla della organizzazione. "È complicata - ammette -. L'amministrazione ha curato tutto nei minimi dettagli e ha presentato tempestivamente un buon piano di sicurezza che poi abbiamo limato insieme alle istituzioni pubbliche. Abbiamo lavorato con unità. Il Sodalizio stesso ha avuto un ruolo importante in questo lavoro tra sicurezza, da mettere sempre in primo piano, ragioni di festa e tradizioni".

Al vescovo Orazio Francesco Piazza e al prefetto Cananà il dono di un fazzoletto bianco con il simbolo del Sodalizio.

Vincenzo Fiorillo, il costruttore di Gloria, non nasconde il "rammarico per l'addio. Per questa macchina - rimarca - abbiamo dato tutto, ci siamo molto affezionati".

Per Raffaele Ascenzi, l'ideatore di Gloria, un addio sofferto. La commozione spezza la voce e serve il sostegno e l'abbraccio del capofacchino Rossi. "L'addio è difficile, ho le lacrime nel cuore. Facchini questa sera non portate solo santa Rosa. Dentro ci sono 50mila preghiere, i nomi dei viterbesi che non ci sono più. Una rappresentanza, perché dentro c'è tutta la città".

Con le parole del capofacchino onorario Lorenzo Celestini il tributo a Pino Loddo, per 50 anni capofacchino della minimacchina del Pilastro. Accanto a lui anche il neopresidente del Comitato centro storico Gianni Baiocco, anche facchino.

In teatro tra gli altri il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il deputato Mauro Rotelli, il consigliere regionale Daniele Sabatini. Gli amici della festa dei Gigli di Nola e della Varia di Palmi. Luca De Risi, presidente di Gramas, e Patrizia Nardi. Sandro Pappalardo di Enit, che quest'anno promuove il trasporto. "Sono i grandi eventi come questo che ci permettono di raccontare il territorio. La speranza è che questo accordo con il Sodalizio duri nel tempo".

Dal presidente onorario Celestini il ricordo per i 45 anni del Sodalizio. "Un pensiero a chi non c'è più senza i quali questa storia non ci sarebbe stata e ai nuovi entrati che sono il futuro".

Infine Rossi e Mecarini. "Siete tutti meravigliosi - dice Mecarini -. Avete un capofacchino e delle guide fantasiche. Farete volare Gloria e le rendenderete onore. Voi siete i leoni di Viterbo e i figli prediletti di Rosa. Questa divisa è la vostra seconda pelle, che avete sempre cucita addosso".

Rossi incoraggia i suoi. "Abbiamo messo in piedi una macchina da guerra, realizzata sedendoci al tavolo tutti insieme".

Dodici quest'anno i nuovi ingressi. "Sono giovanissimi, in alcuni casi figli d'arte e tre pure fratelli. Quello del facchino non è una scelta ma una dedizione. Andranno alle corde e avranno la responsabilità che il trasporto sia eccezionale e che la macchina arrivi su a Santa Rosa. La carriera sarà lunga e difficile. Ci vuole attesa. Di fede, fiducia e speranza". Infine la promessa: "Daremo il massimo, nonostante il caldo ci farà faticare un po' di più".

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