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Lunedì, 15 Aprile 2024
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Scorie radioattive, la Tuscia promette barricate: "No al cimitero nucleare più grande d'Europa"

Le reazioni alla lista delle aree idonee a ospitare il deposito di rifiuti radioattivi: 21 su 51 sono nel Viterbese. Viterbo2020 pungola le forze politiche locali che sostengono il governo: "Opponetevi insieme a noi"

Le reazioni dalla Tuscia alle zone individuate per realizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico per permettere lo stoccaggio delle scorie nucleari di bassa e media attività. Nell'elenco delle aree presenti nella proposta di Cnai, pubblicato dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, su un totale di 51 zone individuate, 21 sono nel Viterbese.

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Cna: "Non ce lo possiamo permettere"

"Ci siamo opposti fin dal primo momento, continueremo a farlo per difendere il nostro territorio". La segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Luigia Melaragni, conferma il “no convinto” all’ipotesi di realizzazione del sito nella Tuscia. Arlena di Castro, Canino, Cellere, Corchiano, Gallese, Ischia di Castro, Montalto di Castro, Piansano, Soriano nel Cimino, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Vasanello, Vignanello sono i comuni a rischio.

“Nel 2021 ci siamo schierati al fianco dei sindaci – dice Melaragni – quando le possibilità di vederci calare dall’alto il deposito erano 22 su 67. Oggi queste possibilità sono cresciute: il nostro territorio conta 21 possibilità su 51. Dopo tutte le servitù energetiche, un gap ultradecennale sulla infrastrutture da colmare e una vocazione turistica dove finalmente inizia a vedersi qualche risultato, l’arrivo del sito di scorie radioattive per noi è inaccettabile. Non ce lo possiamo permettere”.

Melaragni sottolinea infine un altro aspetto: “Stiamo lavorando per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale, ambientale, naturale e paesaggistico della Tuscia. Ribadiamo il concetto: le nostre ragioni devono avere una sola voce da portare al governo: istituzioni, portatori di interessi e possibilmente rappresentanti del nostro territorio”.

Cna Viterbo e Civitavecchia

Arci: "Al fianco dei territori idonei a ospitare il deposito nucleare"

L'Arci, comitato provinciale di Viterbo, esprime la propria preoccupazione dopo la pubblicazione, da parte del ministero dell'Ambiente, della Cnai (Carta nazionale delle aree idonee alla costruzione del deposito nazionale di scorie nucleari). La Cnai individua ben 21 delle aree idonee nel viterbese, ovvero il 40% dei siti previsti nell’intero territorio nazionale.

"Siamo pronti a sostenere la battaglia dei comuni, dei comitati, dei biodistretti e di tutte le comunità territoriali indicate come idonee a ospitare il sito nazionale di 100mila tonnellate di scorie nucleari", dichiara la presidente di Arci Viterbo Cipriana Contu.

Non è ancora ben chiaro come mai al ministero non abbiano preso in minima considerazione e risposto alle osservazioni presentate puntualmente da enti pubblici e privati al seminario nazionale della Sogin in seguito alla pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee a gennaio 2022. Nessuna risposta alla richiesta di incontro inviata al ministro Fratin 9 mesi fa da 35 comuni della Tuscia. Un silenzio assordante quello del ministero. Nessun dialogo, nessuna risposta, ma solo l’ennesimo comunicato che vede la Tuscia ancora una volta come l’area preferenziale per la collocazione della maggior parte di scorie in tutto il territorio nazionale. Per questo saremo pronti a scendere in difesa dei territori e delle comunità.

Arci Viterbo

Viterbo2020: "La politica locale si opponga, a partire dalle forze che sostengono il governo"

Noi del movimento civico Viterbo2020 ribadiamo il nostro "no" convinto all’individuazione nella nostra provincia del sito che dovrà ospitare il deposito nazionale dei rifiuti nucleari. Dopo la pubblicazione da parte del governo nazionale della Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) per il deposito nazionale delle scorie nucleari, rimaniamo basiti per la decisione che non ha tenuto conto in alcun modo delle osservazioni dei comitati e delle peculiarità del nostro territorio. Non possiamo che esprimere rammarico per la pubblicazione di questo elenco.

Sono addirittura 21 su 51 le aree della provincia di Viterbo, non si sa bene in base a quale criterio, idonee a ospitare il sito unico nazionale delle scorie nucleari. Non possiamo assolutamente accettare e tollerare tutto questo perché il nostro territorio, oltre alla mancanza di idoneità, non può permettersi il lusso di ospitare il cimitero nucleare più grande d'Europa.

Parliamo di una provincia, quella di Viterbo, dedita al turismo e all'agricoltura, che fa delle sue peculiarità ambientali un punto di forza. Tutto questo non può, quindi, essere messo in discussione da una decisione folle e avventata, per contrastare la quale possiamo già pubblicamente rassicurare che faremo ciò che è necessario. Siamo pronti a tutto pur di difendere la nostra terra da chi continua a danneggiare la Tuscia: dai rifiuti regionali laziali alle scorie nucleari.

Invitiamo il presidente della regione Lazio Rocca e i consiglieri regionali del territorio a ribadire il proprio "no" al governo nazionale all'individuazione nel nostro territorio dei siti per i rifiuti radioattivi. A questo punto crediamo che sia opportuno fare sintesi: tutte le forze politiche e civiche, a iniziare da quelle che sostengono il governo nazionale, si assumano le proprie responsabilità verso i cittadini e si oppongano insieme a noi per evitare un'ingiustizia palese.

Movimento civico Viterbo2020

Fratelli d'Italia Viterbo: "La provincia di Viterbo non ha posto per nuove servitù"

Eravamo, siamo e sempre contrari alla realizzazione nella Tuscia del deposito nazionale delle scorie nucleari. La pubblicazione della CNAI (Carta nazionale delle aree idonee) sul sito del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica è frutto di una procedura avviata diversi anni fa. Ora, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Decreto Energia, l’Articolo 11 consentirà la predisposizione di una ulteriore carta nazionale delle aree autocandidate (CNAA) in cui gli enti territoriali e i siti militari potranno presentare le proprie autocandidature. Tale carta verrà successivamente sottoposta alla VAS, la procedura di valutazione ambientale strategica, ulteriore garanzia per le comunità locali.

Il Governo non intende procedere verso un’imposizione nella scelta del sito, ma vuole valutare le aree che gli enti territoriali spontaneamente ritengono adatte per la collocazione del Deposito.

Fratelli d’Italia Viterbo

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