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Mercoledì, 12 Giugno 2024
BATTAGLIA LEGALE / Vitorchiano

Polo dell'infanzia, il consiglio di stato dà ragione al comune ma il fronte del no ricorre alle corte dei diritti dell'uomo

Il consiglio di stato non accoglie il ricorso del Comitato per il verde di Vitorchiano, che però non molla: pronto il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo

Il consiglio di stato ha pubblicato la sentenza di rigetto dell’appello proposto dai cittadini residenti a Vitorchiano, località Pallone, nel comparto B4, dove è in corso di realizzazione il nuovo polo dell’infanzia finanziato dal Comune con fondi Pnrr.

“Per la seconda volta - commenta Maria Grazia Storcè, presidente del comitato - non è stata riconosciuta la legittimità a ricorrere, di nuovo con la motivazione che non siamo portatori di interesse, contestando il discorso della ‘vicinitas’.  Sinceramente non si capisce in che modo bisogna dar prova di essere residenti nel comparto se neanche i residenti possiedono il requisito per pretendere il rispetto di minimi qualitativi previsti dal decreto ministeriale 1444/68. I residenti del comparto B4 non possono vedersi garantiti i diritti che stabilisce quel decreto. Sinceramente siamo rimasti molto perplessi, perché ancora una volta non si entra nel merito eppure tante sono le anomalie registrate. E poi il deterrente di risarcire le spese legali pare teso a scoraggiare ulteriori azioni future”.

In particolare c’è un dettaglio a far storcere il naso: “L’aspetto più incredibile è, a nostro avviso, che ancora una volta un escamotage non fa entrare in merito alla questione e cioè che il verde pubblico scompare del tutto nel comparto B4 dopo questo intervento, anzi di fatto è già scomparso. E tralasciamo poi altri aspetti discutibili della questione, che sono stati oggetto delle numerose osservazioni presentate dai cittadini, come la collocazione della futura scuola davanti alla cava estrattiva ed accanto ad una strada trafficata. Ancora non riusciamo bene a capire come potranno essere mantenute le distanze di sicurezza”. Non solo: “Abbiamo perplessità anche sull’utilizzo dell’attuale materna, che avrebbe potuto ospitare senza problemi il nido, come da progetto approvato qualche anno fa”.

Ma quanto stabilito dal consiglio di stato non farà desistere il comitato: “In ogni caso - annuncia Storcè - ricorreremo alla Corte europea dei diritti dell’uomo, da cui siamo già stati contattati quando presentammo la nostra petizione a difesa della salute dei bambini e dell’ambiente”. Un ultimo, definitivo atto per cercare di fermare il progetto. “Sarebbe stato più opportuno - conclude la presidente - costruire la farmacia che era stata autorizzata e far aprire un supermercato. Auspichiamo senz’altro maggiori controlli sull’utilizzo dei fondi Pnrr che, non dimentichiamo, ipotecano con progetti spesso inopportuni il futuro dei nostri figli e nipoti. Non ci arrendiamo e perseveriamo, perché la salute e la ricerca della verità è ciò che conta”.

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