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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Rinnovabili, le aziende che costruiscono gli impianti: "Non agiamo liberamente, le regole ci sono. Per la Tuscia solo benefici"

L'associazione Gis replica a sindaci, associazioni e soprintendente dopo l'audizione in commissione regionale per la tutela del territorio

Rinnovabili, l'associazione Gis - Gruppo impianti solari, che rappresenta aziende costruttrici di impianti principalmente localizzate nel Lazio, risponde alle voci di sindaci, associazioni e soprintendente della provincia di Viterbo che, davanti alla commissione regionale per la tutela del territorio, hanno lanciato l'allarme sulla Tuscia che considerano "assediata" da pale eoliche e pannelli fotovoltaici.

Una delle contestazioni riguarda il fatto che sono stati costruiti troppi impianti nella zona, spesso senza rispettare le distanze minime. Tra tutti, la soprintendente dell’Etruria meridionale ha chiesto a Regione e ministero “l’applicazione di criteri chiari e inequivocabili” visto che “attualmente le normative consentono alle aziende proponenti di potersi muovere con ampia libertà. È invece necessario porre dei paletti”.

Su questo punto Gis fa notare che "la realizzazione degli impianti non segue una libera iniziativa delle imprese, bensì è soggetta a un iter in cui gli enti preposti hanno potere di negare l’autorizzazione se l’impianto non rispetta tutti i criteri stabiliti dalla legge. Incluse distanze, dimensioni, compensazioni ambientali, compatibilità con l’area di realizzazione, tutela del paesaggio. Di conseguenza, se un impianto viene autorizzato e costruito non può che essere conforme alle regole di occupazione di terreno e impatto paesaggistico. Se così non fosse, si dovrebbe dubitare dell’operato degli enti".

Gis sottolinea che "la cronaca degli ultimi due anni sulle rinnovabili in Italia racconta continuamente degli ostacoli burocratici alla realizzazione degli impianti motivati da generiche ragioni ambientaliste mal supportate da battaglie politiche a priori". "Questo – spiega il presidente di Gis, Raffaello Giacchetti – a riprova del fatto che non è affatto vero che noi aziende proponenti possiamo muoverci ‘con ampia libertà’. Al contrario troviamo troppo spesso la strada sbarrata senza reali motivazioni tecniche. Per questo ci ritroviamo a impugnare i blocchi e cominciare battaglie legali che nel 99% dei casi si concludono con la nostra vittoria nelle varie aule amministrative".

Gis conclude: "Se le istituzioni che hanno il ruolo di valutare e approvare gli impianti sono composte da persone competenti in materia e politicamente imparziali, quindi non schierate a priori contro le energie alternative, la Tuscia avrà pieno controllo dello sviluppo delle fonti di energie rinnovabili nel suo territorio, con benefici ambientali ed economici per la cittadinanza. Le imprese costruttrici di impianti virtuose, come le associate Gis, sono più che disponibili a collaborare positivamente con le istituzioni nel nome dell’interesse di tutti".

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