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Aviaria, la Asl: "Tuscia zona a medio - alto rischio di diffusione del virus"

Il servizio veterinario dell'azienda sanitaria di Viterbo incontra gli allevatori del territorio per prevenire e limitare la diffusione dell'H5N1

Si è svolto ieri, lunedì 20 novembre, nella sede viterbese dell’istituto zooprofilattico, il primo dei due incontri di formazione che il servizio veterinario della Asl di Viterbo ha promosso e rivolto agli allevatori della Tuscia per prevenire e limitare la diffusione del virus H5N1, causa dell’influenza aviaria. Il secondo appuntamento in programma si svolgerà domani, mercoledì 22 novembre, sempre nella stessa sede.

L’iniziativa rientra tra le azioni previste nel progetto di attuazione PanFlu 2021-2023 che, nell’ambito del piano operativo aziendale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale, vede coinvolti gli allevatori della provincia di Viterbo al fine di diffondere buone pratiche in termini di prevenzione del contagio e della diffusione dei virus influenzali, quali quello dell'aviaria, e avviare un percorso condiviso tra l'area della salute umana, di quella animale e di quella ambientale, in un’ottica one health.

Proprio da questo punto di vista, gli incontri sono stati anche l’occasione per uno sforzo più ampio e collettivo dell’azienda sanitaria, che ha visto il coinvolgimento attivo delle unità operative di Sisp, Presal e Coordinamento dei programmi di screening, grazie alle quali sono stati allestiti dei punti informativi per sensibilizzare i partecipanti e promuovere diverse linee di attività collegate alla prevenzione, come la vaccinazione e i programmi di screening oncologici. Inoltre, all’esterno della sala che ospita gli incontri, è presente anche un punto sanitario mobile dove le Unità di continuità assistenziale della Asl, su adesione spontanea, possono somministrare i vaccini consigliati nella stagione attuale: antinfluenzale, anticovid e antipneumococcico.

“Le pandemie influenzali – spiega Nicola Ferrarini, direttore del Servizio veterinario, sanità animale e igiene degli allevamenti - sono eventi ricorrenti e imprevedibili. Possono avere un impatto significativo sulla salute, sulle comunità e sull’economia, non solo sanitaria. Si verificano quando emerge un nuovo virus influenzale, contro il quale le persone hanno poca o nessuna immunità. La pianificazione e la preparazione sono fondamentali per contribuire a mitigare il rischio e l’impatto di una pandemia influenzale e per gestire la risposta e la conseguente ripresa delle normali attività. Ultimamente si è registrato un aumento esponenziale delle epidemie di influenza aviaria, che ha riguardato sia i ceppi responsabili di epidemie devastanti per il comparto avicolo, sia l’introduzione di ceppi a ridotta virulenza. Inoltre, è stato dimostrato il passaggio di virus influenzali aviari dai volatili direttamente all’uomo. Evenienza che può rappresentare il fondamento biologico per la possibile emergenza di un nuovo virus pandemico umano”.

A causa della natura in continua evoluzione dei virus dell’influenza, l’Oms sottolinea l’importanza della sorveglianza globale per rilevare e monitorare i cambiamenti virologici, epidemiologici e clinici associati ai virus influenzali che possono interessare la salute umana e animale.

“Tenuto conto - conclude Ferrarini - che lo scorso 13 novembre è stato confermato il primo focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N1 della stagione 2023/2024 in un comune della provincia di Padova, e che la provincia di Viterbo è identificata tra le zone a medio - alto rischio di introduzione e diffusione del virus di influenza aviaria, abbiamo ritenuto opportuno e valido interagire con gli allevatori del Viterbese con una iniziativa pensata appositamente in un’ottica one health, che da tempo contraddistingue il dipartimento di prevenzione della nostra Asl”.

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