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RINNOVABILI / Bagnoregio

"Il giardino con oltre 500 specie di piante che rischia di essere cancellato da impianti eolici e fotovoltaici"

L'associazione Amici della terra lancia l'allarme sulla Pellegrina di Bagnoregio: "Siamo oltre il pericolo"

"Che ne sarà del giardino La pellegrina?". A chiederlo è l'associazione Amici della terra con una lettera inviata ieri, martedì 2 aprile, alle Regioni Lazio e Umbria, alle Province di Viterbo e Terni e ai Comuni di Bagnoregio, Bolsena, Lubriano, Celleno, Montefiascone e Viterbo nel Lazio e di Orvieto, Castel Giorgio e Porano in Umbria. "Una serie di progetti per impianti eolici e fotovoltaici rischiano di cancellarlo dal territorio", è l'allarme.

Cos'è il giardino La pellegrina

Il giardino La pellegrina si trova a Bagnoregio, in località Casa nuova, distante in linea d'aria appena quattro chilometri da Bolsena e sul confine con il comune di Orvieto. "I signori Graham - spiega la onlus Amici della terra - hanno scelto di vivere nelle nostre campagne e recentemente hanno realizzato questo magico spazio verde avvalendosi del noto paesaggista Stuart Barfoot, che ha creato cinque giardini tematici impiegando oltre 500 specie di piante. Sono poi riusciti a inserirlo nel network Grandi giardini italiani che comprende tra gli altri Ninfa, villa Lante, villa D'Este, villa Adriana e castello Ruspoli. Il giardino è destinato a essere visitato da professionisti e appassionati da tutta Europa".

La minaccia delle rinnovabili

Al netto di ciò "sono intervenuti - afferma Amici della terra - una serie di progetti per impianti eolici e fotovoltaici che rischiano di cancellarlo dal territorio. Prima il progetto eolico Phobos, sette grandi aerogeneratori alti 200 metri di cui Peos 6 e 7 sul territorio a nord del giardino. Quindi il progetto eolico Bagnoregio, anche in questo caso sette grandi aerogeneratori alti 200 metri di cui Trc 1, 2 e 3 sul territorio a est e sud del giardino. Per ultimo un progetto agrivoltaico denominato Deimos esteso su circa 70 ettari che "abbraccia" il giardino su tre lati, notizia di pochi giorni fa desunta dal sito del Mase dove è in corso il procedimento di Via con scadenza delle osservazioni fissata al 26 aprile".

Mappa impianti rinnovabili intorno al giardino La pellegrina

"Non abbiamo parole - prosegue Amici della terra - per commentare la scriteriata politica energetica nazionale, iniziata dal governo Draghi e poi proseguita senza soluzioni di continuità dal governo Meloni. Proprio quest'ultimo ha approvato il progetto Phobos lo scorso mese di giugno, laddove i ministeri competenti Mase e Mic erano entrati in contrasto provocando la presentazione di ricorsi da parte di proprietari coinvolti, dell'associazione Amici della terra e dei Comuni di Orvieto e Castel Giorgio che saranno discussi a luglio davanti al Tar dell'Umbria. Elemento comune a molti progetti di impianti eolici e fotovoltaici di un ampio territorio a carattere interregionale, è costituito dalla nuova stazione elettrica prevista nel progetto Phobos in località Torraccia nel comune di Castel Giorgio al confine con quello di Acquapendente". Proprio qui Amici della terra e i comitati locali hanno organizzato, ad aprile dello scorso anno, un sit-in contro pale e pannelli nell'Alfina.

"Oggi siamo oltre il pericolo - tuona l'associazione -. Siamo avvolti da paura e da terrore grazie ad assurde normative che, in nome della crisi energetica e climatica, non fanno altro che favorire la speculazione da parte di grandi gruppi imprenditoriali attraverso una colonizzazione selvaggia del Bel Paese, senza risolvere i problemi ambientali e, probabilmente, aggravandoli".

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