rotate-mobile
Attualità

Sant'Angelo, a rischio i murales del paese delle fiabe

Il contenzioso tra il comune e l'associazione Acas sta bloccando tutto, anche la manutenzione delle opere già realizzate

Da borgo fantasma a paese delle fiabe, l'operazione fatta su Sant'Angelo di Roccalvecce è straordinaria e da manuale. Realizzando una serie di murales sulle facciate in rovina delle abitazioni, in pochi anni è stata ridata nuova vita alla frazione di Viterbo che oggi richiama migliaia di turisti da tutto il mondo. "Una bellissima iniziativa - l'ha definita nelle scorse il ministro Matteo Salvini -. Ridare vita a un paese attraverso l'arte e l'inventiva. Queste meraviglie rappresentano la ricchezza e l'unicità dell'Italia: proteggerle e valorizzarle è una nostra priorità, evitando di stravolgerle nel nome di qualche norma assurda, come vorrebbe forse qualcuno". Eppure oggi i murales di Sant'Angelo sono già a rischio. Un contenzioso giudiziario, infatti, potrebbe far mettere la parola "fine" a questa bella storia che potrebbe avrebbe anche un incipit diverso, ossia "C'era una volta".

La storia di Sant'Angelo

Nel 2017, su impulso dell'associazione culturale di arte e spettacolo Acas, in questo borgo da cento abitanti che stava per sparire viene realizzato il primo murales. In poco tempo ne seguono tanti altri - oggi sono una cinquantina -, grazie soprattutto a donazioni e autofinanziamenti. Sant'Angelo diventa così il paese delle fiabe, marchio che nel 2018 è stato anche depositato e registrato al ministero dell'Economia. Un museo a cielo aperto che ha portato con sé pure una rivoluzione economica: sono stati aperti b&b e case vacanze, una pasticceria, un ristorante e un negozio di specialità locali. Finché non è arrivato il "murales delle discordia".

Sant'Angelo di Roccalvecce - Il murales dei tre porcellini al paese delle fiabe

Il murales dei tre porcellini e il contenzioso

Il 22 luglio 2021 il comune di Viterbo, allora guidato dal sindaco Giovanni Arena, affida all'associazione Lo Spazionauta di Orvieto la realizzazione di un murales sulla facciata della scuola, immobile di proprietà comunale. Importo: 10mila euro per raffigurare la favola dei tre porcellini. Nel frattempo, però, l'associazione Acas, che aveva già la disponibilità delle artiste, il bozzetto e la facciata di una casa privata, decide di agire realizzando proprio un murales dei tre porcellini che, stando a quando racconta Acas, era già in programma. Non solo, a fine 2021 avvia anche un procedimento legale. "L'azione giudiziaria - sottolinea Paola Chiovelli, presidente di Acas - non ha avuto un seguito fortunato per noi, e nel 2022 siamo stati condannati a pagare le spese legali per un valore totale di circa 10mila euro".

Acas: "Il comune riconosca il valore sociale del progetto"

Dall'esito del contenzioso l'associazione è suo malgrado ferma. Fino a quando non estingue il debito con il comune pagando le spese legali, infatti, non può ottenere né patrocini né permessi né effettuare lavori di manutenzione alle opere. "Sono stata raggiunta - racconta Chiovalli ad Anna Grazia Concilio per Dossier - da una telefonata dell'assessora Katia Scardozzi che mi ha comunicato che le nostre richieste non possono essere esaudite poiché il comune di Viterbo, ad oggi, vanta un credito con la associazione. Noi chiediamo - aggiunge Chiovelli - che venga riconosciuto il valore sociale del progetto: l'associazione si è indebitata per difendere un marchio registrato che lei ha inventato e che tanti benefici ha portato a Sant'Angelo. Il comune non può trattare Acas come un debitore qualsiasi e fermare le sue attività. Una volta riconosciuto il valore del progetto, va da sé che il debito venga assorbito dal suo stesso valore".

Il comune: "Disponibili a soluzione condivisa"

La sindaca Chiara Frontini a sua volta commenta: "Sono stata la prima sostenitrice del progetto, contribuendo anche economicamente alla realizzazione del secondo murales. Ci abbiamo creduto nel progetto e continuiamo a farlo perché è valido. Come amministrazione comunale, però, dobbiamo essere messi in condizione di farlo e siamo disponibili a trovare una soluzione condivisa. La nostra posizione non è ostativa ma il debito c'è e va trovata una soluzione". Soluzione che, però, al momento ancora non c'è. Tra le possibilità, anche quella della rateizzazione dell'importo dovuto all'amministrazione a seguito del contenzioso.

Leggi l'articolo completo su Dossier

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sant'Angelo, a rischio i murales del paese delle fiabe

ViterboToday è in caricamento