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Martedì, 23 Aprile 2024
LA PROPOSTA

Sgarbi sogna il museo delle Macchine: "Da fare vicino alle terme per collegare benessere fisico a quello spirituale"

L'assessore alla Bellezza rilancia l'idea: "Mi disturba che la Macchina di santa Rosa, con la sua importanza, non abbia un museo"

Il nome di Vittorio Sgarbi è indissolubilmente legato a una locuzione eumetazoica che si riferisce a un noto animale: “Capra!”. Il critico la utilizza da svariati anni in termini dispregiativi per schernire i suoi sfidanti nei duelli verbali all’interno dei programmi televisivi in cui viene ospitato. Il tormentone nacque nel lontano 2002, durante un litigio con Aldo Busi e da quel momento Sgarbi lo ha cavalcato ripetendolo più volte, arrivando anche a creare un brand. Tuttavia, durante questa sua esperienza da assessore alla Bellezza della giunta Frontini, l’iconica capra è stata sostituita con un altro animale simile: l’alpaca. 

Sgarbi, infatti, la scorsa settimana ha fatto tappa a Viterbo per presenziare ai due consigli comunali. Cogliendo l’occasione, ha fatto anche un mini-tour della provincia, andando a visitare le nuove terme al Paliano e “Piani degli alpaca”, il più grande allevamento di alpaca in Italia che si trova a Tarquinia. Queste due visite sono servite a Sgarbi per lanciare la sua ultima idea, quella di un museo della macchina di santa Rosa. “Per non avere problemi con la Soprintendenza - dice lui - si potrebbe realizzare una struttura in legno, così che non abbia nulla da eccepire”. La location sembra essere già stata pensata: “Vicino alle terme, a una delle aree termali, così da collegare il benessere fisico a quello spirituale. Gli imprenditori che gestiscono gli stabilimenti avrebbero tutto l’interesse ad avere vicino a loro un museo. Allargheremmo il turismo a tutto l’anno, andando oltre il 3 settembre. In più, l’operazione si lega alla candidatura a Capitale europea della cultura 2033 e al riconoscimento Unesco”. 

Sgarbi alpaca-2

“L’unica grande impresa di esportazione della Macchina - spiega Sgarbi - l’ho fatta io all’Expo di Milano del 2015. L’idea che una storia così importante, con una tradizione di architettura che arriva fino a Firenze, non abbia un museo mi disturba. Un museo della macchina di santa Rosa sarebbe un’attrazione nazionale importante per l’Unesco e per la proposta di candidare Viterbo a capitale europea della cultura”. L’ex sindaco di Sutri poi rivela: “Mi ha molto colpito l’esperienza a Tuscia terme, dove non è stato consentito dalla Soprintendenza di fare luogo di accoglienza. L’idea è che chi va alle terme abbia un museo vicino e ci sia collegamento tra l’esperienza di benessere fisico e il benessere spirituale. Non un mero deposito ma un vero e proprio museo connesso a un luogo aperto, una prospettiva valutare”. Il critico dà quindi carta bianca alle sue ambizioni: “Immaginiamo che un architetto ci faccia un grande museo di legno, legato all’idea green che oggi prevale. Potrebbe determinare un nesso tra il venire a Viterbo per le terme e venirci per santa Rosa”. Lo scoglio, chiaramente, sono i soldi da trovare: “Su questo servirebbero finanziatori privati, ma la stessa famiglia che ha fatto l’allevamento di alpaca e le nuove terme potrebbe trarre un vantaggio realizzando un museo pensato da un grande architetto italiano come Mario Botta".

Le Macchine da inserire nel museo sarebbero tre: Ali di Luce, Fiore del Cielo e Gloria. “Costruire un padiglione con tre sculture come queste è sicuramente più semplice che farne uno dove custodirne 40. Fondazioni o capitalisti locali trarrebbero benefici privati attraverso un intervento pubblico. Dovremmo convocare degli imprenditori - conclude Sgarbi - per creare questo padiglione, l’idea che si vada lì per entrare in questo luogo misterioso e bellissimo potrebbe essere un'attrazione verticale, direi addirittura fallica”.

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