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Sicurezza in centro, imprenditori fuori dal coro: "La criminalità non c'è, basta terrorismo psicologico"

Tra i negozianti del centro storico c'è chi dice "no". Anche il tessuto imprenditoriale è diviso sull'effettivo stato della sicurezza

Tra le tante grida di dolore, anche qualche tenera serenata. Non tutti gli imprenditori del centro storico sostengono le analisi secondo cui ci sarebbe un problema sicurezza. A dimostrazione del fatto che la percezione (o la dispercezione) dei cittadini sia un fenomeno reale e concreto, perciò converrebbe più affidarsi ai dati e alle statistiche piuttosto che al sentiment popolare. Comunque sia, per alcuni negozianti la zona dentro le mura non sta vivendo un periodo di terrore, anzi.

Barbara, titolare di un negozio di abbigliamento in zona Repubblica, spiega: “Io tutta questa malavita di cui si parla e si legge non la vedo. In centro ci vivo tutti i giorni e giro tranquillamente. Personalmente non vado a lavorare con il terrore”. Ma la sicurezza è uno dei soli aspetti: “Non è vero che siamo costretti a parcheggiare a valle Faul perché il parcheggio costa troppo, per noi negozianti e anche per i dipendenti ci sono gli abbonamenti dove si paga 0,30 centesimi all'ora. Chi parcheggia a valle Faul lo fa perché vuole il parcheggio gratis, io probabilmente sono più sciocca che mi faccio l'abbonamento. Ma comunque la sera quando si deve andare a prendere la macchina non si rischia la vita”.

Il problema, per la commerciante, è la cattiva pubblicità: “Certo che se continuiamo a fare terrorismo psicologico ci sarà sempre meno gente e la delinquenza prenderà il sopravvento. Ancora non l'hanno capito i miei colleghi che se continuano a piangersi addosso senza fare nulla la situazione di certo non migliorerà”. Poca collaborazione da parte degli altri imprenditori, anche per quel che riguarda iniziative positive: “Quando ho chiesto pochi giorni fa di fare qualcosa per San pellegrino in fiore nessuno mi ha risposto”.

Anche A., titolare di un’attività di ristorazione, ritiene che la sicurezza non sia un’emergenza: “Lo spaccio e le bravate ci sono sempre state. Certo, magari qualche situazione in cui qualcuno si è spinto oltre si è verificata, ma non è la normalità fortunatamente. Sono comunque d’accordo sull’intensificare la presenza delle forze dell’ordine per strada e per l’incremento delle telecamere nelle vie e nelle piazze, per fare da deterrente. Sui parcheggi non voglio dire molto, credo che la questione non sia tanto trovarne ma assicurarsi che le macchine non vengano danneggiate. So che al Sacrario metteranno un nuovo sistema di sorveglianza, magari servirà proprio a questo”. 

Ma, come detto, ci sono delle divisioni nel tessuto imprenditoriale. Difatti, per altri la criminalità esiste ed è preoccupante: “Forse in questa zona c’è più movimento di altre - spiega G., dipendente di un negozio di abbigliamento - ma alle volte ho paura di fare quei pochi metri dal negozio alla macchina. Non credo sia un mio problema, perché anche con le colleghe ci diciamo la stessa cosa. Qua vicino giorni fa se la sono presa con le vetrine, non penso sia normale in una città piccola come la nostra. Mi sentirei molto più al sicuro se vedessi una pattuglia in strada”.

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