rotate-mobile
DENTRO LA PROTESTA

Si spacca il fronte degli agricoltori viterbesi, c’entra la politica: da Tarquinia si staccano da quelli di Orte

Tonino Monfeli, leader della protesta di Orte, ha rivelato di essere stato allontanato dalla manifestazione sulla Nomentana. Ma adesso emergono fratture tra i gruppi nella Tuscia

Mentre la protesta continua e tra qualche giorno compirà un mese, emergono divisioni nel fronte degli agricoltori viterbesi. Con il proseguire della protesta, infatti, sono venute fuori anche le differenze - su tutte quelle politiche - tra le varie anime che hanno dato vita alla rivolta dei trattori. Da una parte i Comitati riuniti agricoli, noti come Agricoltori Traditi, che hanno animato il presidio di Orte, dall’altra il comitato “Riscatto Agricolo”, che invece si è arroccato sulla Nomentana e nel Viterbese conta sull’appoggio dei trattoristi di Tarquinia. Nel mezzo, poi, ci sono quelli di Viterbo città, che si sono divisi tra i due poli anche se prevalgono le adesioni al secondo comitato.

Alla base, come secondo molti era inevitabile, ci sarebbero motivazioni politiche. Gli Agricoltori Traditi sono per una colpevolizzazione toutcourt della politica, governo compreso, mentre Riscatto Agricolo ritiene che le colpe della crisi del settore siano da imputare alla sola Unione Europea e non all’esecutivo italiano. Difatti, di fronte ai provvedimenti proposti dal governo Meloni, come l'esenzione dall'Irpef per i redditi agrari fino ai 15mila euro, i secondi si sono detti pronti a terminare la protesta. I primi, invece, giovedì 15 febbraio si daranno appuntamento al Circo Massimo per protestare contro “lo strapotere illegittimo della Comunità Europea ed il menefreghismo del governo italiano”. 

Antonio Monfeli, detto Tonino, guida la protesta di Orte, quella vicina agli Agricoltori Traditi. Più volte in questi giorni ha indirizzato i 70 trattori che lo seguivano verso il presidio di Formello e si è scagliato contro il ministro Francesco Lollobrigida: “Ha fatto governare la Coldiretti e fa le dichiarazioni che fanno loro”, ha detto a La Stampa. Tuttavia, Monfeli venerdì si è recato al presidio di Riscatto Agricolo sulla Nomentana, ma non è stato accolto a braccia aperte. Anzi, c’è stato un acceso confronto verbale con quelli di Riscatto Agricolo. Al contrario, gli agricoltori di Tarquinia sono stati accettati da urla di cameratismo, bandiere tricolori e dall’inno di Mameli. Il referente tarquiniese Alessio Centini, inoltre, ha fatto parte della delegazione che ha incontrato il ministro Lollobrigida, anch’esso accolto in maniera positiva dai manifestanti, che lo hanno anche ringraziato per aver ascoltato le loro istanze.

Quando e se le promesse fatte dall’esecutivo saranno approvate dal Parlamento e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, quelli di Riscatto Agricolo smobiliteranno i presidi. Da valutare, invece, cosa faranno gli Agricoltori Traditi, che potrebbero andare avanti ad oltranza. La Tuscia, in questa stagione di proteste agricole, è stata una delle province maggiormente interessate. I sindacati di categoria, su tutte la Coldiretti, hanno sicuramente perso appeal tra gli agricoltori, pertanto non sono da escludere tentativi di coinvolgimento dei leader delle rivolte dei trattori nelle prossime riorganizzazioni sindacali. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Si spacca il fronte degli agricoltori viterbesi, c’entra la politica: da Tarquinia si staccano da quelli di Orte

ViterboToday è in caricamento