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Martedì, 21 Maggio 2024
LA STRATEGIA

Stadio Rocchi, il Comune: "Verso la gara europea. A breve acquisizione, accatastamento e verifiche urbanistiche"

Dall'amministrazione comunale fanno sapere qual è la soluzione individuata per sbrogliare la matassa sull'impianto di via della Palazzina

Mentre restano innumerevoli dubbi tecnici su diversi aspetti, la questione stadio continua a tenere banco in Comune. Dopo le controversie legate all’accatastamento, che esiste ma secondo la giunta Frontini sarebbe soltanto parziale, ora in via Ascenzi dichiarano che quella cominciata oggi sarà la settimana cruciale per arrivare alla risoluzione del caso.

Da palazzo dei Priori, fonti interne all’amministrazione comunale fanno sapere quali saranno le prossime mosse della sindaca. Il primo punto è la procedura individuata per l’assegnazione dell’impianto di via della Palazzina: “Una gara europea, in quanto questa è l’unica strada possibile. Lo impone il nuovo codice per gli appalti, che disciplina le concessioni di servizi”. Una strada, quella della gara europea, che non viene vista di buon occhio da diversi soggetti, in primis Piero Camilli, sponsor della Fc Viterbo, che ambisce al Rocchi.

Tale procedura, difatti, fissa una serie di paletti economico finanziari rigidi, su tutte fideiussioni e livelli di progettazione elaborati e dettagliati. Il rischio, secondo tecnici vicini al mondo del calcio viterbese, è che la Faul Cimini non riesca a soddisfare i requisiti richiesti e possa in qualche modo non riuscire ad aggiudicarsi la gara. Per legge, infatti, con la formula scelta dal Comune potranno partecipare altre società sportive ma anche soggetti esterni allo sport.

La seconda strada possibile, soprattutto qualora la gara dovesse andare deserta o non fosse possibile aggiudicarla, è ben diversa: “L’affidamento a una federazione”. In questo caso, non solo calcistica. La Figc, che mesi addietro aveva ventilato la possibilità di “prendersi” il Rocchi per ospitare la selezione degli Azzurrini under-21. Ma la norma consente anche l’affidamento ad altre federazioni: “In questa fattispecie, il Comune può però chiedere la garanzia che per un numero di giorni all’anno si disputi, all’interno dell’impianto, un evento sportivo a sua scelta”. In sostanza, l’amministrazione potrebbe chiedere alla federazione affidataria di far giocare al Rocchi un totale di partite di calcio stabilite.

Dunque, due soluzioni. Entrambe rischiose, ma tant’è. Prima di arrivare alla gara o all’affidamento, però, ci sono da risolvere alcuni punti rimasti in sospeso. Il Comune deve ancora riscattare la proprietà totale del Rocchi dalla Regione e, soprattutto, deve provvedere all’accatastamento complessivo dell’impianto. Difatti, ad oggi, lo stadio risulta accatastato - foglio 168 particella numero 1 alla categoria D6 - ma mancherebbero le due curve. “In questa settimana sarà ultimata - spiegano da palazzo dei Priori -  la delibera per acquisire al 100% la struttura. Dopodichè il documento sarà portato prima in commissione e poi in consiglio comunale. Una volta ottenuto il via libera dai consiglieri, la Regione sarà contattata per l’avvio delle pratiche di accatastamento, che porterà avanti il Comune. Infine, una volta terminate le pratiche catastali, si passerà alle verifiche urbanistiche”. Questo l’iter. “A quel punto la gara potrà essere pubblicata”.

Ora, chiarita la strategia, restano da capire soltanto le tempistiche. Quasi sicuramente, sarà impossibile entro aprile e, verosimilmente, sarà possibile dare l’ok alla gara europea a ridosso del termine dei campionati. E in tre mesi bisognerà correre per far sì che, la prossima stagione, una squadra di calcio giochi al Rocchi.

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