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Giovedì, 29 Febbraio 2024
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Scuola, dietrofront sul dimensionamento: salvi gli istituti di Viterbo e del Lazio (per ora)

La Regione non dovrebbe applicare la direttiva ministeriale sul taglio degli istituti sottodimensionati, che slitta al 2025

L'accorpamento degli istituti scolastici a Viterbo e nel Lazio slitterà al 2025. La decisione, presa dalla Conferenza regionale permanente per l'istruzione, congela quindi quanto era stato deciso dalla giunta di Francesco Rocca a inizio novembre. Un dietrofront accolto positivamente dalle opposizioni, in particolare dal Pd che fin da subito aveva puntato il dito contro la volontà della Pisana di chiudere 37 istituti in tutto il territorio, con conseguente taglio di decine di figure professionali al loro interno. 

La Regione cambia idea 

Eleonora Mattia e Marta Bonafoni, entrambe consigliere regionali del Pd, hanno definito il cambio di decisione come "una buona notizia". Già il 30 maggio il partito, che alla Pisana è capitanato da Mario Ciarla, aveva presentato una mozione contro la delibera regionale sul dimensionamento. Nell'atto si chiedeva a Rocca di non applicare il provvedimento del ministro Giuseppe Valditara e si lanciava l'allarme "sugli effetti devastanti sugli istituti scolastici del Lazio". La mozione era stata bocciata a ottobre. 

Esulta il Pd

"Finalmente la Conferenza regionale permanente per l’istruzione, con il parere unitario favorevole delle sigle sindacali del settore - continuano Bonafoni e Mattia -, ha arginato la mannaia del governo Meloni sulla scuola pubblica, prendendo così un anno di tempo che offre la possibilità di un confronto con i sindacati e le parti interessate. Ora la giunta Rocca ascolti la voce del mondo scolastico e applichi il parere della Conferenza regionale nella prossima delibera della Regione”.

Cosa aveva deciso Rocca a novembre

Nella delibera regionale del 6 novembre veniva deciso inizialmente che sarebbero stati 14 gli istituti del primo ciclo da tagliare: sette nella città metropolitana di Roma capitale, tre in provincia di Frosinone, uno per Viterbo e Latina a due per Rieti. Poi il cambio di passo, con una modifica alla delibera che aveva portato il totale di istituti da "dimensionare" a 37.

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