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Domenica, 27 Novembre 2022
ACCERCHIATA

Talete, tutti contro Frontini. La sindaca risponde con una relazione: "Non voglio aumentare bollette, voglio vedere tutte le carte"

Chiara Frontini, sempre più isolata, è sotto attacco: i colleghi la criticano e le rinfacciano gli errori precedenti fatti dal comune di Viterbo

Spesso, il passato ritorna. Soprattutto in politica, dove un errore commesso anni fa può ripercuotersi sul presente e far agitare le coscienze. Lo sa bene Chiara Frontini, sindaco di Viterbo da nemmeno sei mesi e già isolata, attaccata dai colleghi che le rinfacciano presunte malefatte commesse non da lei ma da suoi predecessori su Talete e le due antenate Robur e Siit. Ieri, in conferenza dei sindaci, era un tutti contro Chiara, con scontri verbali, frecciatine e colpi in punta di fioretto. 

Il motivo? La sua posizione, in netto contrasto con gran parte degli altri primi cittadini. La maggioranza chiedeva di votare l’aumento delle tariffe, chi quello dell’8, chi quello del 12%. Lei, invece, intendeva astenersi sosteneva di voler visionare il piano di risanamento che, come ha precisato più volte, “è un obbligo di legge”. Inoltre, si è presentata alla riunione con una relazione redatta dai tecnici del Comune su sua indicazione, un documento che, a quanto pare, andrebbe a sconfessare la versione fornita dall’amministratore di Talete, Genova, sulla reale condizione economica della società. Troppo per Eugenio Stelliferi: “Venerdì si interviene e si sottace quello che si prepara nelle segrete stanze per il lunedì. Da Viterbo atteggiamenti da furbetti. La sindaca è stata scorretta presentando un documento pagato anche dai cittadini. Voglio dire a Viterbo che, se ci sono e saranno problemi, questi vengono determinati solo da chi li ha generati. C’è stato un errore storico politico ventennale, ma oggi basta giochi. Non accetto che non si esprima il Comune capoluogo, si assuma le sue responsabilità”. “Sicuramente non sono simpatica - risponde lei - però parlo italiano. Noi votiamo l’aumento della tariffa nel contesto di un piano di risanamento, che è un obbligo di legge e non un capriccio. Tante volte avete deciso senza Viterbo, per me è un presupposto fondamentale per capire per quale motivo stiamo aumentando le tariffe”. Anche Aldo Moneta, di Canepina, la attacca: “Il Comune di Viterbo sta portando Talete verso il fallimento”. E pure Alessandro Romoli, presidente della Provincia, tuona: “È irrispettoso il suo atteggiamento. L’enorme debito pregresso che tutti abbiamo preso sulle nostre spalle deriva dalla mala gestio del Comune di Viterbo”. 

Frontini, però, non si scompone e, alla fine, tutti convergono sulla sua posizione, probabilmente per non darle la possibilità di poter dire che, ancora una volta, si è opposta da sola al volere degli altri. Non si è votato nessun aumento, si è solo stabilito di dare mandato all’Ato di studiare le conseguenze di un eventuale rincaro. Una vittoria, parziale ma preziosa, per il momento. Se Chiara, adesso accerchiata, abbia ragione o meno, questo è forse presto per dirlo. Lei, intanto, va dritta per la sua strada. Per i suoi supporters questo è un  bene, per i detrattori un male.

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