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SÌ AGLI AUMENTI

TALETE | Ok all'aumento delle bollette del 12,51%. I sindaci si scagliano contro gli assenti: "Ciarlatani, vergognatevi". Si va verso la privatizzazione

All'assemblea di stamani i sindaci hanno deciso: aumento delle bollette e privatizzazione per salvare Talete. Tutti contro Chiara Frontini

I comuni, o meglio, i sindaci votano sì all’aumento delle bollette Talete. Non tutti, come previsto Viterbo e Tarquinia, due delle città più grandi della Tuscia, ad esempio non hanno partecipato al voto. Così come molti altri comuni. Alla fine, il piano di revisione tariffaria è passato con 36 voti favorevoli e 3 contrari. In termine di coefficiente di abitanti, 155mila su 311mila totali della Tuscia. Una maggioranza, sì, ma risicata. Frutto proprio dell’assenza al voto di diversi enti, su tutti quello del capoluogo.

Da quanto affermato nel lungo dibattito andato in scena a Palazzo Gentili, i sindaci favorevoli hanno deciso di aumentare le bollette per senso di responsabilità e per evitare il fallimento di Talete. E alcuni di loro si sono scagliati contro gli assenti, anche utilizzando parole forti: “Ciarlatani”, ha detto il presidente dell’Ato e della Provincia, Alessandro Romoli. “Vergognatevi”, ha invece esclamato il sindaco di Tessennano, Ermanno Nicolai. “Per me votare favorevolmente oggi è un onore”, ha invece dichiarato Aldo Moneta, primo cittadino di Canepina.

Una sequela di epiteti chiaramente rivolti a Chiara Frontini ed Alessandro Giulivi, due tra i due sindaci che hanno disertato la seduta. E dunque, oggi, sono stati approvati gli aumenti tariffari, che saranno del 12,51% sotto forma di conguaglio per il 2022 e dell’8% per il 2023. Oltre a questo, la strada ormai tracciata è quella che porta alla privatizzazione di Talete, come indicato dai sindaci a giugno 2022. Su quel fronte, però, pende ancora il ricorso presentato da Chiara Frontini ed Alessandro Giulivi. La partita è ancora aperta.

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