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Domenica, 23 Giugno 2024
LA DECISIONE / Arlena di Castro

Discarica di Arlena, il Tar dice no e dà ragione ai comuni: “Il progetto ricade in aree sottoposte a vincolo paesaggistico”

La quinta sezione del tribunale amministrativo laziale annulla gli atti con cui la Regione ha autorizzato il progetto della Med Sea Litter: le motivazioni

Il Tar dice no alla discarica di Arlena di Castro. Secondo i giudici, il progetto elaborato dalla Med Sea Litter non è compatibile con il territorio in quanto ricade in aree sottoposte a vincolo paesaggistico. La sentenza è arrivata oggi, 22 maggio, nel primo pomeriggio. Vittoria dunque dei comuni viterbesi e della Provincia, che avevano presentato ricorso contro l’Aia, la Via e il Paur rilasciati dagli uffici regionali. Va tuttavia precisato che, se l'iter autorizzatorio si è concluso nel 2023, il primo via libera al sistema impiantistico della Med Sea è arrivato con la conferenza dei servizi decisoria del 18 novembre 2022, quando la Regione era governata dall'allora amministrazione Zingaretti.

Questo il motivo principale per cui è stato accettato il ricorso: “A causa della possibile compromissione delle matrici ambientali e paesaggistiche presenti non solo nel territorio del Comune di Arlena di Castro, ma anche in quello delle popolazioni dei comuni limitrofi, con riferimento all'intero ambiente della Tuscia”. Inoltre, nella sentenza viene dichiarato che “il Paur rilasciato risulta in contrasto con i profili ambientali derivanti dalla sussistenza dell'intervenuto vincolo di notevole interesse pubblico”. 

“Il progetto proposto dalla Med Sea Litter Italia S.r.l. ed approvato dalla Regione Lazio - si legge - va ad interessare parte dei terreni coperti da vincolo di tutela paesaggistica e, comunque, ricade in un'area che, come visto, è stata definita di pubblico interesse. L'intervento programmato, inoltre, come riportato nello stesso provvedimento di Via, ricade in due sistemi di paesaggio indicati nel Ptpr e precisamente "Paesaggio Naturale di continuità" e "Paesaggio agrario di continuità".

In ragione di ciò, trova applicazione l'art. 24 delle già citate N.T.A. del P.T.P.R. (sulla base del quale la Soprintendenza ha formulato il suo parere ostativo alla conformità ed alla compatibilità paesaggistica del progetto presentato), le quali indicano che in tali aree non è consentita la realizzazione di nuovi impianti”. A ciò si aggiunge il fatto che la Provincia di Viterbo, come prevede il Tua, ha facoltà d’individuare le “zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti". Con la delibera consiliare del 19 gennaio 2024, Palazzo Gentili ha emanato la proposta di piano provinciale di gestione dei rifiuti, con la quale ha sancito che l'intero territorio del Comune di Arlena di Castro è caratterizzato dalla presenza di vincoli non superabili (definiti come "fattori escludenti") per la realizzazione delle discariche e che, come tali, costituiscono un ostacolo non superabile alla realizzazione in loco dell'impianto.

“Ciò significa - prosegue il testo del dispositivo - che la Regione Lazio, avendo dichiarato il difetto di interesse paesaggistico dell'area e l'assenza dei relativi vincoli in quanto l'area "non risulta ricadere o interferire con alcun bene paesaggistico", avrebbe dovuto eseguire un ulteriore approfondimento istruttorio al fine di verificare l'idoneità dell'area alla realizzazione dell'impianto, essendo intervenuto, nelle more dell'adozione del provvedimento autorizzatorio unico, il regime di salvaguardia cui ha fatto seguito la dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area”. In conclusione, il Tar ritiene fondato il ricorso “essendo sussistenti vizi esposti relativi alla sussistenza del vincolo paesaggistico sull'area oggetto di intervento”.

Ne consegue che, in accoglimento dei ricorsi proposti, “gli atti impugnati vanno annullati per quanto di ragione, con obbligo della Regione Lazio di conformarsi alla decisione valutando il progetto presentato alla luce del vincolo discendente dalla dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area”.

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