PREPARATE I PORTAFOGLI

Viterbo si prepara alla stangata: la Tari sale alle stelle, si va verso un aumento del 15%

Anche il capoluogo fa i conti con l'aumento della tassa comunale sui rifiuti. Palazzo dei Priori corre ai ripari ma sarà quasi impossibile evitare l'innalzamento

La città si prepara a subire i contraccolpi di una vera e propria stangata. La Tari, la tassa comunale sui rifiuti, sta per salire letteralmente alle stelle. A palazzo dei Priori, il sindaco Chiara Frontini e la sua giunta stanno cercando di evitare uno scenario che comporterà inevitabilmente diversi problemi, tuttavia sarà quasi impossibile scongiurare il pericolo. 

Alla base dell’aumento ci sono l’inflazione e la guerra, le due cause principali che, come ormai noto, da due anni a questa parte hanno scatenato l’incremento dei costi dell’energia e delle materie prime. E, ancora una volta, saranno i cittadini a pagarne le conseguenze.

L’effetto immediato sarà quello di un aumento della Tari, esattamente come sta accadendo in altre parti d’Italia. In quasi tutto il paese, la tassa sui rifiuti è lievitata crescendo mediamente del 7%, come rivelato dalle stime effettuate dalla Uil. Un autentico salasso per i Comuni italiani, soprattutto quelli del Mezzogiorno, in cui la raccolta differenziata non è ancora diffusa. Viterbo, da qualche anno, era considerata un’isola felice in questo senso, visto che la Tari non ha mai subito gravi innalzamenti. Ma ora la situazione sembra essere completamente cambiata.

In Comune, come detto, l’allarme è già scattato da alcune settimane. Secondo i calcoli dei frontiniani, si potrebbe arrivare addirittura a un incremento abbondantemente sopra il 15%. L’ex sindaco Giovanni Arena, alcuni giorni fa, aveva previsto questa possibilità paventando l’ipotesi che si potesse arrivare addirittura al +30%. Per il momento ci si dovrebbe fermare alla metà, ma il contesto geopolitico potrebbe incidere in peggio.

L’Autorità per la regolazione delle reti e dell’energie impone ai Comuni di determinare la tassa tenendo conto del costo del servizio e della somma dell’inflazione degli ultimi due anni. In questo caso del 2022, quando l’inflazione fu del 4,5%, e del 2023, quando raggiunse il valore dell’8,8%. Lo scorso anno l’amministrazione Frontini è riuscita a mantenere inalterata la tassa, evitando di far ricadere il tutto sui cittadini. Ma un inasprimento, quest’anno, appare quasi inevitabile.

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