rotate-mobile
Venerdì, 24 Maggio 2024
GIRO DI VITE / Centro Storico

Caccia ai "furbetti" degli affitti in nero in centro: le zone più a rischio

Istituita una task force per mettere un freno alle "case pollaio" entro le mura: al via il primo giro di ricognizione

In centro storico è caccia agli affitti in nero. In questa settimana è cominciato il primo giro di ricognizione della task force incaricata di stanare le cosiddette case pollaio. La squadra speciale è stata richiesta dal Comune di Viterbo, che nel corso dell’ultimo Comitato di ordine pubblico e sicurezza (composto da prefettura, questura, comune e comandanti delle forze dell’ordine) ha evidenziato come gli affitti abusivi costituiscano una delle tante cause di degrado nelle zone che si trovano all’interno delle mura civiche.

È cosa nota, infatti, la brutta consuetudine – che non si verifica solo a Viterbo – di affittare in nero case, perlopiù piccoli appartamenti, dove poi vanno ad abitare molte più persone di quelle autorizzate. Secondo i residenti del centro storico, in alcune abitazioni ci sarebbero anche dieci persone costrette a vivere in pochi metri quadri. Fattore che, oltre ad azzerare praticamente i livelli basilari di igiene, è comunque illegale e falsa il mercato immobiliare. Per scovare queste situazioni, la task force ha cominciato dunque le operazioni di controllo. 

Come primo step, la città è stata divisa in zone facendo distinzioni tra basso ed elevato potenziale di rischio. Poi si è passati ai controlli casa per casa. Secondo fonti accreditate, in base alle informazioni raccolte e alle segnalazioni, gli uomini designati sono partiti da via Santa Rita, a due passi da piazza della Trinità. Le verifiche sono poi proseguite in via Santa Maria Egiziaca, tra via dell’Orologio Vecchio e piazza delle Erbe e nel quartiere San Faustino, dove si pensa che le case affittate in nero siano diverse. Passati in rassegna anche i complessi abitativi di viale Trento, altra parte del capoluogo che dimostra criticità di questo genere.

Per la maggiore si tratta di case in cui risiedono migranti, i quali non hanno redditi elevati e non possono permettersi un affitto regolare. Il timore delle autorità è che, dietro al giro di affitti in nero, possa nascondersi la mano del caporalato, con gli sfruttatori che, al fine di assicurarsi le prestazioni dei braccianti a pochi spiccioli l’ora, garantiscono un alloggio in cui poter dormire. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caccia ai "furbetti" degli affitti in nero in centro: le zone più a rischio

ViterboToday è in caricamento