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MOBILITÀ SOSTENIBILE

Esperti al lavoro per il piano della mobilità tra zone30 e traffico. Frontini: "Presto incontri con i cittadini"

Si è insediato il comitato di tecnici che si occuperà di redigere il Pums. La sindaca annuncia i prossimi step

Gli specialisti della Tps Pro, società incaricata dal Comune di redigere il Piano urbano per la mobilità sostenibile, si sono insediati ufficialmente per mettersi all’opera e consegnare il documento il prima possibile. Lunedì 26 febbraio, presso la sede degli uffici comunali in via Garbini, dove si trova l’assessorato all’Urbanistica, si è tenuto il primo incontro del team.

Tantissima la carne al fuoco, e non potrebbe essere altrimenti, come fa sapere il sindaco Chiara Frontini: “Trasporto pubblico, traffico, mezzi alternativi e molto altro in una programmazione che è tra le più strategiche per una città imbottigliata nelle code e con 78 auto ogni 100 abitanti”. Il target primario resta l'incremento della funzionalità della viabilità cittadina, già cominciato con la realizzazione delle piste ciclabili e dei collegamenti ciclopedonali tra le aree strategiche della città. "La mobilità - si legge nelle linee guida pubblicate dal Comune - dovrà essere pensata in modo da garantire un accesso a tutte le zone della città, cercando di ridurre al massimo l'utilizzo della autovetture".

Ma per diminuire il numero di auto in circolazione, come spera Frontini, è necessario offrore servizi alternativi: "Saranno implementate, oltre a quanto già programmato e finanziato, nuove forme di mobilità e di trasporto come il bike sharing ed il car sharing, soprattutto in previsione di una graduale rimodulazione del traffico all'interno del centro storico". Se il primo tassello è quello dello stop alle troppe auto in circolazione, il secondo è la pedonalizzazione del centro storico, alla quale si arriverà gradualmente entro la fine del mandato.

In ogni caso è ormai chiaro che il modello da seguire per Viterbo sia quello di Bologna, non a caso la società Tps Pro è quella che ha redatto il Pums del capoluogo emiliano, dove però la mobilità sta diventando un caso. Esattamente come nella città romagnola, anche nella capitale della Tuscia sono sorte le cosiddette "zone 30", dove le macchine non possono superare i 30 chilometri orari per garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti. In città ce ne sono attualmente due, una in via del Pilastro e una in via Volta. Presto ne dovrebbero arrivare altre. Il Ministero dei Trasporti, guidato dal segretario leghista Matteo Salvini, ha già criticato l'istituzione di queste aree, emanando una circolare nella quale viene spiegato che il limite potrà riguardare solo strade delimitate.

La rivoluzione, prima di tutto, dovrà trovare il favore dei cittadini, che lamentano di non essere stati coinvolti nel processo che sta portando la città verso le nuove frontiere della mobilità sostenibile. A riguardo Frontini ha annunciato: “Nelle prossime settimane e mesi ci aspettano incontri e confronti con i cittadini sul tema, rilevazioni del traffico, azioni di miglioramento e nuove infrastrutture per una città più sostenibile, moderna e che mette qualità della vita, umanità e relazioni al centro del proprio sistema urbano”.

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