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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
NO ALL’IMPIANTO / Strada Pian di Nero

Torre Vodafone alla Quercia, la Soprintendenza dice "no": il progetto salta

La Soprintendenza ha espresso parere negativo alla realizzazione di un'antenna multigestore da 30 metri

No della Soprintendenza al progetto della torre Vodafone a La Quercia, in strada Pian di nero. La proposta di realizzazione dell’impianto era stata avanzata dalla Inwit spa, principale operatore infrastrutturale per quel che riguarda le telecomunicazioni wireless in Italia. Nel corso della conferenza dei servizi svoltasi per trattare l’argomento, la soprintendente Margherita Eichberg, dopo aver valutato lo studio di intervisibilità dell'opera rispetto ai punti notevoli posti anche in quota ed in particolare dal santuario di La Quercia, la verifica preventiva dell'interesse archeologico e l’analisi sul potenziale archeologico dell'area, ha deciso di dare parere negativo. 

Questo per una serie di motivazioni tecniche legate alla tutela del paesaggio e dei beni culturali: le aree interessate, infatti, ricadono in zona sottoposta a tutela (zone nel Comune di Viterbo di notevole interesse, comprendente antico agglomerato e Basilica di Maria della Quercia con filari di alberi lungo Viale Trieste) ed il vincolo comporta, in particolare, l'obbligo da parte del proprietario dell'immobile ricadente nella località vincolata, di presentare alla Soprintendenza, per la preventiva approvazione, qualunque progetto di opere che possano modificare l'aspetto esteriore della località stessa. “Le zone predette - spiega la Eichberg - hanno notevole interesse pubblico, perché racchiudono tutto un insieme di pittoresche accidentalità del terreno, abbellite da alberature, cosparso di ville (una addirittura risalente all’epoca romana, ndr), comprendente anche l'antica basilica di S. Maria Della Quercia ed il caratteristico antico agglomerato, con i filari di alberi lungo viale Trieste, insieme visibile da numerosi punti pubblici”. 

Il progetto di Inwit prevedeva la realizzazione di un’antenna multigestore alta 27 metri, disposta su una platea recintata di 6.5 x 6.5 metri. Per la Soprintendenza, l’impatto paesaggistico è evidente: “La realizzazione dell'impianto -si legge - altererebbe stabilmente l'assetto urbanistico del territorio sia per la sua dimensione che per la destinazione, incidendo negativamente sui valori che il dispositivo di tutela paesaggistica intende piuttosto salvaguardare”. La Eichberg, tuttavia, consiglia, qualora Inwit volesse perseguire l’idea di costruire un impianto a Viterbo di trovare un’altra area idonea dove installare le antenne di telefonia e i dispositivi di tutela. Fino a quando la società non avrà individuato un’altra location di minore impatto sul contesto di riferimento, il parere negativo della Soprintendenza resterà vincolante e non consentirà l’avvio dei lavori. 

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