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Mercoledì, 17 Aprile 2024
IL PARADOSSO

Mobilità sostenibile: nella Tuscia impossibile raggiungere le scuole in bici, Tarquinia unica eccezione

La provincia di Viterbo maglia nera sulle piste ciclabili, anche se con le discusse opere del Pnrr il gap sarà colmato. Ma c'è un paradosso che riguarda il confronto con Roma

La provincia di Viterbo è tra le meno ciclabili d’Italia. Lo sapevamo bene, diranno i lettori, visto che in questi mesi, mentre qua e là comparivano cantieri per la realizzazione delle piste dedicate alle biciclette, non si è fatto che discutere su quanto queste fossero utili in un territorio per nulla pianeggiante e ricco di colline e salite ripidissime come il nostro. Ormai lo hanno capito anche i sassi, ma è bene ripeterlo: la realizzazione delle piste ciclabili rientra tra gli obiettivi di primo piano del Pnrr, quindi costruirne di più voleva dire vedersi assegnare un punteggio alto e dunque maggiori risorse da impiegare per altri progetti. Un meccanismo molto semplice che spiega anche per quale ragione l’amministrazione di Chiara Frontini abbia puntato così fortemente su questa tipologia di opere. Ma, allo stato dell’arte, quando manca ancora il collaudo ai quasi 30 chilometri di percorsi ciclabili costruiti finora nel capoluogo, com’è messa la Tuscia? 

La mobilità sostenibile, altra parola passata di orecchio in orecchio e di bocca in bocca nelle ultime settimane, per esser tale deve incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi all’automobile per effettuare gli spostamenti dettati dalle esigenze quotidiane dei cittadini. E no, nella nostra provincia non siamo per nulla messi bene, per usare un eufemismo. Soprattutto se guardiamo al numero di istituti scolastici raggiungibili in bici, visto che uno dei bisogni primari per tutte le famiglie è portare - o far arrivare - i bambini e i ragazzi nelle scuole. I dati forniti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, incrociati con quelli Istat sulla lunghezza delle piste ciclabili collaudate ed attive forniti dall’Istat, ci regalano un quadro in cui la Tuscia è sostanzialmente tra le peggiori del Paese, con la quasi totalità dei comuni che non hanno nemmeno una scuola raggiungibile in bici. 

Certamente i 30 km di ciclabili aiuteranno a migliorare lo score di Viterbo, che, ad oggi (senza il collaudo delle recenti realizzazioni), ha solo tre istituti su 41 a portata di bicicletta. Vale a dire il 7%, numero tremendamente basso che però, incredibilmente, è al tempo stesso il più alto tra tutti i capoluoghi del Lazio. Un assurdo, visto che la città dei Papi è, tra le cinque, quella con meno chilometri di piste. Una volta terminati i lavori, dunque, ci potremmo ritrovare ad essere la città laziale più avanti sotto il punto di vista della mobilità sostenibile. Un aspetto certamente positivo che, tuttavia, non rispecchia la situazione provinciale, su cui l’assenza di percorsi ciclabili in prossimità delle scuole pesa come un macigno.

Sono infatti solo cinque - Viterbo esclusa - le città della Tuscia in cui ci sono istituti raggiungibili su due ruote. Il più ciclabile è Castiglione in Teverina, dove le due scuole presenti nel paese sono entrambe accessibili per una performance del 100%. Statistica, questa, su cui incide ovviamente il numero basso di scuole, esattamente come nel caso di Monte Romano dove, delle 3 scuole, 1 è raggiungibile in bici per una percentuale pari al 33%. Ottimo anche il punto da cui parte Tarquinia - unico grande comune viterbese a comparire nell’elenco -, in cui tre scuole su 12 sono accessibili utilizzando i velocipedi per un onesto 25%. Seguono Montalto di Castro, dove di 6 scuole ce n’è 1 raggiungibile in bici (16%) e Civita Castellana (2 su 14, 14%). 

I restanti 54 comuni della Tuscia sono inchiodati allo 0% di istituti accessibili tramite piste ciclabili. Visti i progetti presentati per colmare questo gap clamoroso, entro il 2027 i dati sono destinati a cambiare ma, fino a quel momento, il Viterbese è tra le province italiane dove sulla mobilità sostenibile c’è ancora un grande lavoro da fare.

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