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Mercoledì, 17 Aprile 2024
IL DISCORSO

Papa Francesco incontra i facchini: "Rosa, una santa agitata ma dallo spirito santo"

Il discorso integrale del pontefice durante l'udienza privata con il Sodalizio

Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Sodalizio dei facchini di santa Rosa. Un incontro storico, avvenuto questa mattina nella sala Clementina del palazzo apostolico in Vaticano.

Il discorso integrale del pontefice

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono contento di dare il benvenuto a tutti voi e vi ringrazio di essere venuti cosi numerosi. Saluto il vescovo e le autorità civili.

Il vostro è un Sodalizio di fondazione relativamente recente, ma raccoglie un'eredità molto antica, risalente alla traslazione della salma di santa Rosa, avvenuta a Viterbo nel 1258 per disposizione di papa Alessandro IV, dalla chiesa di Santa Maria in Poggio a quella di Santa Maria delle Rose, oggi santuario di santa Rosa. Da allora, la celebrazione della festa ha assunto la forma solenne che poi, continuando a svilupparsi nel tempo, è giunta fino a noi.

Le radici della vostra storia ci portano ai giorni in cui la santa visse a Viterbo, dove ebbe un'esperienza mistica che la rese promotrice di devozione e di vitalità cristiana per tutta la città. Giovanissima, fece una scelta di povertà assoluta e di dedizione alla carità e fu una vera trascinatrice, coinvolgendo con il suo amore per Gesù molti altri, al punto da diventare una presenza scomoda per le autorità che la esiliarono assieme alla sua famiglia.

Una "santa agitata", potremmo dire, ma dallo spirito santo, cosi che la sua esperienza interiore non poté restare nascosta ma si propagó come la luce di una lampada che illumina tutta la casa (cir Mr 5,14-16). Abbiamo bisogno di santi cosi, anche oggi: persone che non stanno in pantofole sul divano ma che, ardenti del desiderio incontenibile di vivere e annunciare il vangelo, con passione diventano contagiose nella santità (cft Esert ap. Gaudete et exsultate, 129, 138). E voi continuate a trasmettere questa memoria con il vostro servizio e con il vostro impegno di vita cristiana.

Durante le celebrazioni della festa, trasportate una "macchina" alta circa trenta metri e dal peso medio di più di cinquanta quintali, sulla cui cima è posta la statua della santa. Si tratta di un segno spettacolare, che catalizza attorno a sé tutta la città e che attira dal mondo intero folle di pellegrini e visitatori, al punto che dal 2013 la macchina di santa Rosa ha ricevuto dall'Unesco il riconoscimento di "patrimonio immateriale dell'umanità". Ricordatevi, però, che ciò che fate è molto più importante di questo, perché voi, mostrando a tutti col "trasporto" quanto è grande l'esempio di santa Rosa, attraverso di lei fate conoscere il vangelo di Gesù.

Ecco la cosa più importante: far conoscere il vangelo attraverso santa Rosa. E farlo insieme, uniti e solidali, vivendone i valori con "fede, forza e volontà", "rispetto e umiltà", perché, in processione e nella vita, un'impresa cosi grande nessuno può realizzarla da solo, proprio come dicono i vostri statuti e come ricorda uno dei motti che scandite insieme durante il cammino: "Semo tutti de 'n sentimento".

Grazie per ciò che fate e per le tante attività assistenziali, culturali e morali con cui so che rendete operativo e concreto nella vita delle persone, specialmente le più bisognose, ciò che rappresentate in occasione della festa. Vi incoraggio a tenere viva questa tradizione e di cuore vi benedico. E vi raccomando, non dimenticatevi di pregare per me.

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