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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Ultimo trasporto di Gloria (senza modifiche). Ascenzi: "È stato un onore, oggi Santa Rosa è patrimonio del mondo"

L'architetto si prepara al 3 settembre: "Chi verrà dopo di Gloria? Non lo so, ma sarà comunque all'altezza". Oggi l'assemblaggio a San Sisto

Dopo sette trasporti, quest’anno Gloria andrà definitivamente in pensione. E lo farà così come è, senza alcuna modifica. La Macchina, ideata da Raffaele Ascenzi e costruita da Vincenzo Fiorillo, oggi sarà assemblata a San Sisto e il prossimo 3 settembre sarà portata in spalle dai facchini di santa Rosa. Dopodiché potrebbe essere inviata “a pezzi” nei comuni della Tuscia per promuovere Santa Rosa. In attività dal 2015, Gloria è stata il simbolo di Viterbo e della sua festa proprio nel momento in cui, grazie all’avvento dei social media, Santa Rosa ha varcato i confini nazionali fino ad arrivare al decennale del riconoscimento a patrimonio dell’Unesco. Ed è stata anche a suo modo simbolo del Covid, con quei due trasporti, quelli del 2020 e del 2021, negati a causa della pandemia. Ieri, il suo “papà” Raffaele Ascenzi l’ha salutata con affetto nel corso della prima cena in piazza dei facchini sotto a Palazzo dei Papi.

Raffaele Ascenzi-3

“Realizzare una Macchina - ha detto dal palco - pensarla e maturarla, è un processo compositivo che dura anni. Per fare Gloria ho riflettuto molto, fino a quando l’ispirazione non mi è venuta spontaneamente guardando il reliquiario che contiene il cuore di Santa Rosa. In quel momento ho deciso di ideare una Macchina che rappresentasse il cuore di Rosa, che è forse quello di tutti i viterbesi”. Ascenzi si dice orgoglioso: “Per me è stato un onore, questi nove anni sono stati molto intensi, soprattutto quelli del Coronavirus. È stata per me la seconda Macchina, vedremo se nel futuro ce ne sarà una terza”. Difatti, l’architetto ha partecipato anche al bando per la costruzione della nuova Macchina, il cui vincitore verrà svelato il prossimo 4 settembre, il giorno dopo l’ultimo trasporto di Gloria: “Chi verrà dopo di me? Ancora non lo so, lo scoprirò il 4. Comunque vada, a prescindere, so che sarà all’altezza”. Ascenzi conclude con una considerazione: “Oggi Santa Rosa non è più solo patrimonio di Viterbo e della Tuscia, ma di tutto il mondo. E sono convinto che in futuro il suo prestigio crescerà sempre di più”.

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