rotate-mobile
Giovedì, 29 Febbraio 2024
L’ASSEDIO

Eolico e fotovoltaico, Tuscia sotto attacco: "Abbiamo il 78% degli impianti regionali". Comune e soprintendenza: "Ora basta"

La sindaca Chiara Frontini e la soprintendente Margherita Eichberg battono i pugni in un convegno di Archeotuscia

La Tuscia è sotto attacco. Ad assediarla sono gli impianti di energie rinnovabili che stanno letteralmente mangiando i territori della provincia. Ieri, al convegno sulla salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio organizzato da Archeotuscia, ne hanno parlato anche il sindaco Chiara Frontini e la soprintendente Margherita Eichberg. Un incontro partecipato da tutte le autorità. Presenti infatti il prefetto Antonio Cananà, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il questore Fausto Vinci, Rosario Masdea per la Guardia di Finanza, l’ex questore Giancarlo Sant’Elia e il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti. 

Le autorità presenti all’incontro di ArcheoTuscia-2

È stato Luciano Proietti, presidente di Archeotuscia, a porre l’attenzione su un tema fondamentale, che pochi conoscono. “La Regione - ha detto - può e deve incidere in questa situazione, perché le multinazionali dell’energia qui in questa provincia trovano facilitazioni e invece è giusto che ogni territorio faccia la sua parte”. Il claim è quello già sentito in passato: “La Tuscia ha già dato”. Proietti elenca dei dati spaventosi: “Per prendere coscienza di quale sia la nostra posizione, nella Tuscia c'è il 78% di pannelli solari e centrali eoliche. A Latina il 13%, a Roma il 6%, Frosinone l’1,65% e Rieti addirittura lo 0%. Lo squilibrio è talmente evidente che c’è poco da aggiungere”. La posizione dell’associazione è netta: “Chi dice che non vogliamo impianti dice il falso. Noi li vogliamo, ma con la giusta collocazione, salvaguardando il territorio. Anche la Regione, lo scorso 12 maggio, ha dato lo stop all’installazione di nuovi progetti fotovoltaici o eolici nel territorio viterbese”. 

Chiara Frontini-18

Insomma, pare ormai chiaro che il Viterbese stia pagando un prezzo enorme in termini di tutela ambientale e del paesaggio, essendo la primissima provincia per occupazione del suolo. A pensarlo è anche il sindaco Frontini: “Combattiamo tutti i giorni contro impianti più o meno grandi, più o meno tollerabili. E l’impatto cumulativo non è mai stato calcolato finora. Le richieste di grandi stazioni stanno arrivando e hanno una procedura anche agevolata, perché il tema dell’energia è di carattere internazionale, strategico geopoliticamente. Ma un solo territorio non può farsi carico di tutto questo. La tutela del paesaggio e delle bellezze naturali non deve pagare lo scotto di una questione complicata come questa”.

E così la prima cittadina fa asse con la Soprintendenza. “Sull’ampliamento della discarica stiamo conducendo una battaglia condivisa, anche insieme alla Provincia. Il 23 ottobre avremo un’audizione in Regione proprio sul tema dei parchi eolici e agrivoltaici. Tutti sentiamo davvero a cuore questo argomento e facciamo il nostro meglio per rispondere. Ma o lo facciamo insieme oppure non lo facciamo proprio”. Frontini poi ammette: “I comuni sono gli ultimi anelli delle catene. Montefiascone, per esempio, ha stilato una lista delle aree inodenee ma non ha alcuna presa dal punto di vista legislativo. È la Regione che deve incidere e questo deve fare. La Tuscia ha già dato, contribuendo all’autosufficienza energetica del Paese e, secondo il principio di solidarietà, tutti le altre province devono farlo”. 

Margherita Eichberg-2

Ora basta. A dirlo è anche la soprintendente Margherita Eichberg: “Non ho ancora divulgato, sbagliando, le foto scattate da alcuni punti particolari della nostra provincia. Ad esempio la famosa foto zenitale con tutti gli impianti autorizzati sovrapposti a quelli ancora da autorizzare. Parliamo di un vero e proprio tappeto che ancora non ha preso vita ma presto ci spaventeremo e considereremo il nostro come un territorio con delle opportunità molto più ristrette”.

La reggente della Soprintendenza annuncia battaglia: “I beni culturali sono tutte le testimonianze storiche aventi valore di civiltà. La provincia di Viterbo ne è piena, anche in punti dove non si pensa come a Castel d’Asso oppure nelle campagne dei piccoli comuni. Abbiamo chiese, monumenti, acquedotti, reperti archeologici di ogni tipo. Non è possibile pensare di coniugare questo patrimonio con una marea di pale eoliche e pannelli fotovoltaici. Bene il progresso, la tecnologia e l’autonomia energetica, ma deve esserci un limite altrimenti sarà il caos”. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Eolico e fotovoltaico, Tuscia sotto attacco: "Abbiamo il 78% degli impianti regionali". Comune e soprintendenza: "Ora basta"

ViterboToday è in caricamento